Negli ultimi anni, la mobilità urbana in Italia ha continuato a evolversi, ma con ritmi e tendenze che pongono sfide significative. L’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile ha aggiornato di recente tutti i grafici di confronto tra le città monitorate, alla luce dei dati 2024 pubblicati dall’ISTAT sul parco veicolare e sulla motorizzazione privata. Gli indicatori analizzati includono il tasso di motorizzazione per auto e motocicli, la composizione del parco per tipo di alimentazione, l’età dei veicoli, le classi Euro, la densità veicolare per chilometro quadrato e la diffusione di auto elettriche e ibride.
I dati nazionali confermano che l’Italia resta tra i paesi europei con il numero più alto di auto pro capite, e il tasso di motorizzazione complessivo continua a crescere in molte città. Nel 2024, Catania ha superato quota 1.060 veicoli per 1.000 abitanti, mentre Messina, Palermo e Reggio Calabria si mantengono tra gli 850 e i 900. Anche le grandi città metropolitane come Roma e Milano hanno registrato valori in aumento, rispettivamente 790 e 662 veicoli per 1.000 abitanti, confermando la centralità dell’auto privata nella mobilità urbana.
L’elettrificazione del parco veicolare procede lentamente. Milano è la città con la quota più alta di auto elettriche per 1.000 abitanti (12), seguita da Bergamo (13) e Bologna (8), mentre Napoli (3), Palermo (4) e Messina (5) restano indietro. Le ibride, invece, hanno una diffusione maggiore: Torino 85 per 1.000 abitanti, Bologna 79 e Bergamo 76, ma il parco resta dominato dai veicoli a combustibili fossili, soprattutto nel Sud, dove si superano spesso gli 850–900 veicoli per 1.000 abitanti.
Un altro dato critico riguarda l’età del parco auto. Nel Mezzogiorno oltre il 70–80% dei veicoli ha più di 8 anni, con punte a Napoli e Catania. Le città del Nord presentano veicoli più giovani, ma comunque oltre la metà del parco ha più di 8 anni, mentre le classi Euro evidenziano una netta differenza territoriale: al Sud la quota di Euro 3 o inferiore supera il 40%, mentre al Centro-Nord oltre la metà delle auto rientra in Euro 6.
La pressione urbana è un’altra criticità: la densità veicolare per km² di superficie urbanizzata è molto alta, con Napoli oltre 7.500 veicoli/km², Catania 7.200 e Milano circa 6.800, valori che incidono direttamente su qualità dell’aria, sicurezza stradale e vivibilità urbana.
Per quanto riguarda Bari, secondo i grafici interattivi dell’Osservatorio sulla mobilità sostenibile, nel 2024 la città presenta un tasso di motorizzazione complessivo di circa 650 veicoli ogni 1.000 abitanti, con una predominanza di auto a benzina e diesel e una diffusione ancora contenuta di veicoli elettrici e ibridi. L’età media del parco auto è elevata, con oltre il 55% dei veicoli oltre gli 8 anni, mentre la classe Euro più diffusa è la Euro 4–5, seguita da Euro 6. La densità veicolare nelle aree urbanizzate di Bari si attesta intorno ai 4.500 veicoli per km², un livello significativo ma inferiore rispetto alle metropoli del Nord e del Sud Italia.
Questi dati confermano che la transizione verso una mobilità sostenibile non può limitarsi alla sola elettrificazione, ma richiede strategie integrate per ridurre la dipendenza dall’auto privata, sviluppare trasporto pubblico efficiente e promuovere forme di mobilità attiva come bici e camminata. Solo così sarà possibile coniugare obiettivi climatici, sicurezza stradale e qualità della vita urbana, riducendo il divario tra Nord e Sud e costruendo città più vivibili e sostenibili.