Il gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale torna ad attaccare sulla gestione della sanità in Puglia e chiede la convocazione urgente di un consiglio regionale monotematico per affrontare la situazione del “disavanzo sanitario”, stimato in 369 milioni di euro. In una nota congiunta, i consiglieri regionali del partito sostengono che la priorità debba essere il miglioramento dei servizi sanitari esistenti, senza procedere alla chiusura di altri ospedali sul territorio.
“Come Fratelli d’Italia abbiamo sempre sostenuto che nessun altro nosocomio vada chiuso – dichiarano – ma che tutti debbano essere migliorati per garantire la giusta assistenza in ogni territorio, con gli stessi servizi e gli stessi diritti per tutti i cittadini pugliesi”. Secondo i consiglieri, eventuali riorganizzazioni della rete ospedaliera non dovrebbero essere avviate prima dell’effettiva entrata in funzione dei nuovi grandi presidi sanitari previsti dal piano regionale.
Nel mirino dell’opposizione ci sono anche i ritardi nella realizzazione di alcune strutture. “Il nuovo ospedale Monopoli‑Fasano è l’unico completato e inaugurato da mesi – affermano – mentre quello di San Cataldo a Taranto risulta ancora un cantiere fermo al 98%. Gli ospedali di Andria e del Nord Barese sono ancora sulla carta, senza bando di gara, e quello di Maglie-Melpignano non è neppure stato progettato”. I consiglieri di FdI ricordano inoltre alcune promesse fatte durante la campagna elettorale dal centrosinistra sulla tutela dei presidi ospedalieri nei territori.
“Alcuni candidati avevano assicurato che ospedali e reparti non sarebbero stati chiusi – sottolineano – e oggi siedono tra i banchi della maggioranza. Dovrebbero chiedere scusa ai cittadini dei 18 Comuni dove era stato promesso non solo il mantenimento ma addirittura il potenziamento delle strutture”. Da qui la richiesta di un confronto in aula. “Chiediamo un consiglio monotematico per conoscere nel dettaglio quali piani si intendono attuare e quali soluzioni si vogliono adottare per affrontare il disavanzo sanitario”. “Giù le mani dagli ospedali – concludono i consiglieri di Fratelli d’Italia – finché i nuovi grandi presidi non saranno pienamente operativi. Prima di riconvertire le strutture in centri di lungodegenza o riabilitazione serve un confronto chiaro e trasparente”.
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