Non bastano i bus tecnologici e le grandi opere se poi, alla prima pioggia, un quartiere intero finisce sott’acqua. È un appello durissimo quello che un residente storico di Japigia lancia al sindaco Vito Leccese e alla sua giunta, invitandoli a lasciare i “palazzi” per sporcarsi le scarpe nel fango di una periferia che si sente tradita.
Il cuore della protesta riguarda l’ordinaria amministrazione, quella che manca quando il cielo si fa nero. “Mi piacerebbe invitare il sindaco a venire a piedi a Japigia a fare la spesa con la gente comune che nuota negli allagamenti – scrive il cittadino, residente nel quartiere da mezzo secolo –. È l’incuria nella pulizia e l’inefficienza delle caditoie a condannarci”. Il riferimento alla BRT (Bus Rapid Transit) è chiaro: non servono mezzi futuristici se le strade sono impraticabili per mancanza di buon senso.
Lo sfogo mette a nudo il contrasto tra la Bari “da cartolina” celebrata in Tv e la vita quotidiana dei quartieri dormitorio. “Siete concentrati sui salotti, lì dove c’è visibilità con Lolita o l’Avvocato Guerrieri – incalza la lettera – o su via Gentile che, per la sede della Regione, è diventata ormai impercorribile”. Japigia, secondo il residente, viene usata per ospitare centri rifiuti ma ignorata quando si tratta di pattuglie contro i fuochi d’artificio selvaggi o le corse notturne che tolgono il sonno alle famiglie.
Nonostante tutto, il messaggio non è di resa, ma di profondo attaccamento. “Da 50 anni difendo e amo il nostro quartiere da cui sarei potuto fuggire, ma per il quale spero sempre un futuro migliore”. Una richiesta di dignità per chi ha scelto di restare e che ora chiede alle istituzioni di non essere considerato un cittadino di serie B.