Ci sono storie che non si scrivono solo con l’inchiostro, ma con le onde radio e il battito di un tasto telegrafico che attraversano il Mediterraneo. È la storia di Francesco Carnimeo, classe 1918, e di sua figlia Gemma, che oggi ne custodisce e condivide il ricordo.
Quello di Francesco con le Poste non è stato solo un impiego, ma un destino segnato dal mare. Diplomato perito elettronico, durante la guerra, come radiotelegrafista sulla Corazzata Roma, visse in prima persona il tragico bombardamento della nave; un incubo da cui uscì miracolosamente vivo, portando con sé un silenzioso senso del dovere che lo avrebbe guidato per il resto della carriera. Assunto nel dopoguerra dall’Amministrazione delle Poste e delle Telecomunicazioni a Bari, Francesco trovò la sua “casa” nella Stazione Radio di Torre a Mare. Lì, tra le frequenze e il ticchettio delle telescriventi, era lui la voce che guidava le navi in mare aperto. Divenne il “ponte” invisibile che permetteva alle navi di comunicare con i servizi di terra, garantendo un collegamento vitale tra il mare e il mondo. “Entrare in quella stazione per prendere papà a fine turno era, per me, come affacciarsi sul futuro”, ricorda la figlia Gemma, con la tenerezza di chi ha ancora negli occhi lo stupore di una bambina degli anni ’60. “Restavo incantata da quella grande e instancabile macchina nera e dai tantissimi telefoni che squillavano contemporaneamente. In un’epoca in cui il telefono era un oggetto raro, quella per me era vera fantascienza”.
Ma il legame con l’Azienda è intrecciato indissolubilmente anche con l’amore. È il 1958 quando Francesco, con un grande fascio di fiori e il taschino della camicia tradito da una macchia d’inchiostro – piccolo “segno del mestiere” – incontra la futura madre di Gemma proprio nei giardini davanti allo storico Palazzo delle Poste in Piazza Cesare Battisti. Un istante sospeso nel tempo che avrebbe dato il via a una nuova famiglia “postale”. Gemma ha raccolto il testimone del padre nel 1990, entrando in Poste Italiane per continuare una tradizione fatta di filantropia e senso di responsabilità verso gli altri. “Mio padre continua a vivere nei miei pensieri, anche in questi anni di grandi trasformazioni aziendali”, confida Gemma. Tra le foto ingiallite, spicca quella di un’Epifania del 1961: Francesco tiene per mano la sua bambina presso il Dopolavoro P.T. mentre riceve il pacco della Befana. Un’immagine che racchiude l’essenza di un’epoca: la grande famiglia di Poste che si prende cura dei suoi figli, in un abbraccio che attraversa i decenni e continua a emozionare. Ed è proprio per custodire e trasmettere emozioni come quelle della famiglia Carnimeo che, in occasione della Festa del Papà, Poste Italiane festeggia anche quest’anno con una cartolina filatelica e alcuni annulli dedicati. Un’occasione unica per ogni collezionista o per chi, semplicemente, vuole ricordare in modo originale una giornata particolare.
La colorata cartolina “Ciao Papà!” è in vendita al prezzo di 1,00€ negli uffici postali con sportello filatelico della provincia di Bari oltre che negli Spazio Filatelia del territorio nazionale. Negli stessi Spazio Filatelia saranno anche disponibili, dal 16 al 19 marzo, gli annulli speciali. Per qualsiasi informazione o curiosità su tutto il mondo della filatelia è online il sito filatelia.poste.it/index.html.