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Operaio morto nel Barese, la rabbia dei sindacati: “Ennesima tragedia annunciata”

Enrico Matera aveva solo 29 anni

Pubblicato da: redazione | Sab, 21 Marzo 2026 - 20:04
enrico matera

Tornano a chiedere maggiore sicurezza sul lavoro i sindacati Uil Puglia, Cisl e Filca Cisl Bari e Bat, dopo l’incidente sul lavoro che si è verificato questa mattina nella zona industriale di Modugno (Bari), nel quale un operaio di 29 anni, Enrico Matera, è morto dopo essere precipitato dal tetto di un capannone. “Non è un incidente, non è un destino, è una tragedia annunciata. La sicurezza sui luoghi di lavoro – dichiara Stefano Frontini, segretario generale Uil Puglia – è un diritto fondamentale, non un’opzione. È tempo di agire, di mettere le persone al centro e di garantire a tutti i lavoratori di operare in un ambiente sicuro. Zero morti sul lavoro non è uno slogan, è un obiettivo raggiungibile. Ma serve la volontà di tutti: istituzioni, imprese, sindacati. È ora di cambiare rotta”. Giuseppe Boccuzzi, segretario generale Cisl Bari Bat, evidenzia che “siamo di fronte all’ennesima morte sul lavoro che non può e non deve essere archiviata come fatalità. Serve un salto di qualità nelle politiche per la sicurezza: più controlli, più formazione, più prevenzione e una responsabilità condivisa tra istituzioni, imprese e lavoratori. Non possiamo continuare a contare vittime”. Luigi Sideri, segretario Filca Cisl Bari Bat, ricorda che “nel settore dell’edilizia il rischio è purtroppo ancora altissimo e questa tragedia lo dimostra. Lavorare in quota richiede il massimo rispetto delle procedure di sicurezza, l’utilizzo di dispositivi adeguati e una costante vigilanza sui cantieri. Continueremo a batterci affinché ogni lavoratore possa tornare a casa sano e salvo”.

“Se pensiamo questa sia una fatalità stiamo deresponsabilizzando quanto accade, sono veri e propri ‘operaicidi’.” – dichiara Davide Lavermicocca, Segretario Generale della Fillea Cgil Bari Bat – “Per lavori in quota e contro le cadute dall’alto ci sono prescrizioni dettagliate per prevenire eventi letali come questo: imbracature specifiche, reti di sicurezza e coperture rigide solo per citarne alcune. A mancare spesso è la corretta organizzazione aziendale e un quadro di sanzioni e accertamenti reso difficile dalla frammentazione della filiera degli affidamenti. Continuiamo a credere sia essenziale la volontà politica del Governo di tutelare la vita di ogni lavoratore davanti a ogni altro bene differente: serve urgentemente l’istituzione di una Procura Nazionale sulle morti sul lavoro per contrastare con strumenti giuridici e sindacali opportuni questa strage senza fine. Non si può continuare a esprimere solo cordoglio a posteriori davanti a migliaia di madri e padri di famiglia che escono al mattino di casa senza avere la certezza che ve ne faranno ritorno la sera: ci stringiamo attorno al dolore della famiglia del giovane operaio andriese e ci rendiamo disponibili sin da subito ad assisterla e tutelarla in ogni sede opportuna”.

 

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