Cani costretti a vivere con catene cortissime che impediscono quasi ogni movimento, animali rinchiusi in sgabuzzini fatiscenti e gabbie anguste abbandonate nelle campagne, senza alcun riparo dal sole o dalle intemperie. È il quadro desolante emerso dagli ultimi controlli a tappeto effettuati dalle guardie ecozoofile del comando provinciale Nogez di Bari.
Le guardie sono intervenute con decisione in diverse zone rurali della provincia meridionale di Bari, dove la realtà del maltrattamento animale sembra essere ancora radicata. Durante le ispezioni sono state riscontrate situazioni di grave incuria e sofferenza. Non si è trattato solo di constatazioni: il Nogez è passato immediatamente ai fatti. Sono stati redatti numerosi verbali con prescrizioni stringenti, imponendo ai proprietari tempi minimi e tassativi per adeguare le strutture e liberare gli animali dalle catene. Nei casi più critici, dove la salute degli animali era a rischio, le guardie hanno lavorato per trovare soluzioni alternative immediate per garantire la messa in sicurezza dei cani.
Ma il Sud Barese è solo l’inizio. Il Nogez fa sapere che le segnalazioni sono in aumento esponenziale anche nel centro e nel nord della provincia. “I controlli continueranno incessanti” – spiegano dal Comando – “Chi maltratta deve sapere che noi ci siamo e che la soglia di allerta è massima”.
Oltre all’attività di repressione, il Nogez lancia un appello alla cittadinanza: per coprire un territorio così vasto e combattere efficacemente l’illegalità, l’associazione necessita di nuovi volontari e figure pronte a scendere in campo come Guardie Ecozoofile. Un invito a chi ama gli animali a passare dalla “denuncia social” all’azione concreta sul territorio.