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Il Bari si è arreso: una squadra senza attributi e con la valigia pronta

Ben dodici calciatori tra quelli utilizzati nelle ultime gare andranno via a fine campionato

Pubblicato da: Nicola Lucarelli | Lun, 23 Marzo 2026 - 17:09
Grafica PBr

I limiti di questo Bari sono ormai arcinoti da mesi. Nonostante la rivoluzione avvenuta nel calciomercato di gennaio e il ritorno tardivo di Moreno Longo, la compagine biancorossa fatica a riemergere dalle sabbie mobili della bassa classifica e fallisce puntualmente le partite chiave della stagione. Contro la Carrarese non c’erano alternative alla vittoria, ma la squadra di Longo ha rimediato una sconfitta senza attenuanti, disputando un primo tempo mediocre e una ripresa a dir poco pessima, lasciando alla Carrarese la possibilità di fare a fette la lenta e distratta difesa biancorossa. Ancora una volta questo Bari targato 2025/26 ha mostrato scarsa personalità, oltre a qualità tecniche e fisiche deficitarie.

Quasi impossibile salvare qualcuno dal naufragio del “San Nicola”: Rao è andato a sprazzi, non supportato adeguatamente dai compagni di squadra. Proprio sull’out di sinistra, Dorval ha disputato l’ennesima partita negativa della stagione. In difesa il solo Odenthal ha retto il confronto con gli attaccanti toscani, mentre Pucino e Cistana (in parabola discendente da diverse partite) sono stati irrisi da Rubino e compagni. Note poco liete anche dal centrocampo, con un Maggiore disastroso e un Artioli confusionario. Non bene neanche Dickmann, così come Esteves. Impatto negativo sul match anche da parte dei subentrati, con il solo Traore che ha strappato una prova sufficiente.

Quasi rassegnato a fine gara Moreno Longo: «Se siamo quelli del secondo tempo, è impossibile salvarsi, non prendiamo in giro la gente», ha spiegato sconsolato il tecnico del Bari. Se lo stesso allenatore, colui che allena i calciatori ogni giorno, arriva a dichiarare frasi simili, vuol dire davvero che la situazione all’interno del gruppo è ormai compromessa. Ma non parliamo di spogliatoio rotto o cose simili, bensì di calciatori professionisti che non possiedono quel mordente e quella voglia di combattere per raggiungere un obiettivo, come quello della salvezza, già di per sé umiliante per una piazza come quella di Bari.

A rendere ancora più ardua l’impresa salvezza sono arrivati i risultati delle concorrenti. Nell’ultimo turno, Virtus Entella e Sampdoria hanno vinto le loro gare casalinghe contro Reggiana e Avellino. Con questi successi, le due compagini hanno staccato i biancorossi in classifica, portandosi a 34 punti con un netto +3 sulla formazione di Longo, ferma a 31 punti. Certo, la matematica è ancora ampiamente dalla parte dei galletti, così come la sosta per le nazionali potrebbe tornare utile. Tuttavia, va anche detto che il calendario non è assolutamente benevolo: i galletti dovranno affrontare, nell’ordine, il Modena in casa, poi il Monza in trasferta e il Venezia tra le mura amiche, dopodiché ci sarà la sempre temibile trasferta ad Avellino, infine le due partite conclusive con Virtus Entella in casa e Catanzaro fuori casa. Insomma, c’è poco da stare allegri.

Tuttavia è giusto concedere a questo Bari la possibilità di provarci sino in fondo, perché nel calcio i miracoli non sono un’utopia. Ma, come è stato detto e ripetuto più volte, una squadra composta da calciatori di “passaggio” e che giocano in una società che vive alla giornata, contestata dai propri tifosi, come potrebbe tirare fuori i giusti attributi? Prendiamo la formazione titolare delle ultime giornate: escluso Cerofolini, ci sono ben cinque elementi che sono giunti in Puglia con la formula del prestito — Odenthal, Cistana, Artioli, Esteves e Rao — mezza squadra. Senza dimenticare i vari Piscopo, Cuni, De Pieri, Cavuoti, Traoré, Braunöder e Pagano, giusto per citare gli elementi più utilizzati nelle ultime partite. Parliamo di ben 12 calciatori che, tra qualche settimana, saluteranno il capoluogo pugliese per tornare nei loro club di appartenenza, e Bari sarà solo uno spiacevole ricordo.

(Foto Ssc Bari)

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