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Referendum, vince il No con oltre il 53%. Meloni: “Rispettiamo la decisione degli italiani”

Pd Puglia: "Gli italiani hanno difeso l'autonomia magistratura del nostro Paese"

Pubblicato da: redazione | Lun, 23 Marzo 2026 - 17:59
elezioni referendum

Il “No” ha vinto al referendum sulla giustizia, con oltre il 53 per cento delle preferenze. Lo spoglio è ancora aperto ma la linea sembra ormai chiara. Al punto che è intervenuta già la premier Giorgia Meloni.  “Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia”.

In Puglia il commento del Pd:  “Dobbiamo coinvolgere tutto quel mondo che è ritornato al voto. Risulta evidente che ci sono milioni di italiani che questa volta sono tornati a votare per difendere la Costituzione e la democrazia nel nostro Paese, e noi a loro dobbiamo rivolgerci per essere sicuramente più credibili, portandoli al voto quando ci saranno le elezioni politiche. Abbiamo votato per il referendum: una riforma sbagliata e gli italiani hanno deciso di difendere l’autonomia della magistratura nel nostro Paese di questo sistema che è stato costruito dai nostri padri costituenti.” Lo ha detto a Bari il segretario regionale del Pd Puglia, Domenico De Santis a margine di una conferenza stampa convocata per commentare i risultati del referendum sulla giustizia. “La riforma non ha subito nemmeno una modifica in Parlamento, neanche di una virgola. Così – ha aggiunto – non si cambiano le regole del gioco. Gli italiani hanno dato un messaggio chiaro al governo: l’arroganza e la voglia di andare avanti a colpi di maggioranza sono stati battuti”. “Hanno vinto 15 milioni di persone che sono andati al voto ed hanno votato per il No. Oltre il 10 % in Italia ed il 14% in Puglia di differenza tra il No ed il Si: anche da questo punto di vista qualche esponente locale del governo – ha concluso De Santis – ne dovrebbe trarre le conseguenze dovute”.

“Siamo molto soddisfatti, è stata una grande avventura di democrazia e i cittadini hanno scelto da che parte stare. Hanno scelto di stare dalla parte della difesa dei valori costituzionali. L’elettorato ha capito che in gioco vi era non la tenuta o meno del governo, ma la difesa di un valore essenziale, che è quello della separazione dei poteri”. Così Antonella Cafagna, presidente della giunta esecutiva dell’Associazione nazionale magistrati del distretto di Bari, sull’esito del referendum sulla riforma costituzionale dell’ordinamento giudiziario. “Noi abbiamo voluto spiegare questo – aggiunge – e i cittadini l’hanno compreso bene, scegliendo in che direzione si dovesse andare”. “Una riforma della giustizia – conclude Cafagna – è assolutamente indispensabile e adesso, da questo momento, dobbiamo guardare a ciò che serve per intervenire su un sistema che presenta indubbiamente delle criticità”.

“Prendiamo atto dell’esito del referendum che, naturalmente, rispettiamo: la maggioranza degli italiani non ha voluto il cambiamento proposto per la riforma della giustizia. La Camera penale ci credeva, in quanto il giusto processo rimane un obiettivo perenne della nostra azione e pensiamo ancora che la separazione del carriere potesse essere un mezzo per raggiungerlo. Non è stato così, ma da domani ricomincia l’impegno per la difesa dei diritti di tutti: dei più deboli, delle persone detenute e di tutti i cittadini che hanno a che fare con la giustizia penale. L’impegno continua”. Così l’avvocato Filippo Castellaneta, vicepresidente delle Camere penali di Bari, sul risultato del referendum costituzionale sulla riforma dell’ordinamento giudiziario. “Purtroppo – aggiunge – la politica si è appropriata del tema referendario, ma potevamo farci poco. Ci dispiace perché la nostra, come tutti sanno, è stata una battaglia di principio e non abbiamo alcun interesse a favorire questo o quel gruppo politico”. “Abbiamo solo l’interesse – conclude – di difendere i diritti dei cittadini e di fare in modo che i diritti di tutti vengano maggiormente tutelati dal processo penale”

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