Le acque contaminate da virus, batteri e parassiti causano circa 1,4 milioni di morti ogni anno nel mondo. A lanciare l’allarme è il mondo scientifico, che richiama l’attenzione sull’impatto crescente della qualità dell’acqua sulla salute pubblica, aggravato dagli effetti del cambiamento climatico.
Il tema è stato al centro di un convegno organizzato a Roma dall’Accademia Nazionale dei Lincei in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, dedicato al rapporto tra risorse idriche e diffusione delle malattie, dal colera alla malaria, fino alle infezioni trasmesse da insetti come dengue e West Nile virus. Secondo gli esperti, l’acqua rappresenta non solo una risorsa essenziale, ma anche un ecosistema complesso che può favorire la diffusione di patologie, soprattutto quando contaminata o soggetta a variazioni ambientali. Il cambiamento climatico, in particolare, sta modificando la distribuzione delle malattie.
“È evidente che la propagazione di malattie che hanno come vettore l’acqua sta cambiando, anche in conseguenza dei cambiamenti climatici”, ha spiegato Andrea Rinaldo, professore al Politecnico federale di Losanna e membro dell’Accademia dei Lincei. “Due gradi in più modificano gli habitat di malattie delle quali non avevamo mai sentito parlare, sta diventando un problema davvero rilevante”.
Tra le principali criticità, l’aumento delle malattie trasmesse dalle zanzare. Nel 2025 in Europa sono stati registrati oltre 1.100 casi di infezione da West Nile virus, con l’Italia tra i Paesi più colpiti: 779 casi e 72 decessi. Restano inoltre rischi legati a malattie come il colera, trasmesse attraverso acqua contaminata. “L’ultima epidemia di colera in Italia è stata quella di Bari nel 1994, quindi non così tanto tempo fa”, ha ricordato Rinaldo, sottolineando anche il tema delle disuguaglianze nell’accesso alle risorse idriche. “Io credo che i tempi siano maturi per un ripensamento generale della giustizia distributiva in materia di gestione delle risorse idriche su scala mondiale”. Secondo gli studiosi, migliorare la gestione dell’acqua e garantire accesso a fonti sicure resta una delle principali sfide per la salute globale, anche per prevenire nuove emergenze sanitarie e ridurre le disuguaglianze.
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