Diventa definitiva l’assoluzione per l’omicidio di Giuseppe Gelao, ucciso la sera del 6 marzo 2017 nel quartiere Japigia di Bari. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della Procura generale, confermando la sentenza di secondo grado che aveva assolto Antonio Busco “per non aver commesso il fatto”.
Busco, ritenuto dalla Direzione distrettuale antimafia il presunto esecutore materiale del delitto, era stato condannato all’ergastolo in primo grado. In Appello era arrivata l’assoluzione, ora resa definitiva. Secondo l’impostazione accusatoria, l’omicidio si inseriva nella cosiddetta “guerra di Japigia”, la faida tra il gruppo riconducibile a Busco e il clan Palermiti per il controllo dello spaccio di droga nel quartiere. Nell’agguato rimase ferito anche Antonino Palermiti, nipote del capoclan Eugenio.
Nel contesto della stessa faida furono uccise anche altre due persone, Francesco Barbieri e Nicola De Santis, ritenute vicine al gruppo di Busco. Già a dicembre 2024 la Cassazione aveva confermato l’assoluzione per altri due imputati nello stesso procedimento, Davide Monti e Giuseppe Signorile, giudicati con rito abbreviato: inizialmente condannati a 30 anni, erano stati poi assolti in Appello. Con la decisione definitiva della Suprema Corte, il delitto resta senza colpevoli accertati.
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