La Corte d’Appello di Bari ha confermato l’assoluzione di tre esponenti di CasaPound, imputati per diffamazione aggravata dall’odio razziale in relazione a uno striscione esposto nel febbraio 2020 su un cavalcavia del centro cittadino. I fatti risalgono al 12 febbraio di quattro anni fa, quando sul parapetto del cavalcavia XX Settembre, in corso Cavour, venne affisso uno striscione con il logo del movimento e la scritta: “Anpi difende i titini? Negazionismo a quattrini”, a ridosso delle commemorazioni per le vittime delle foibe.
Gli imputati, Giuseppe Alberga, Luigi Fresa e Giacomo Pellegrini, erano già stati assolti in primo grado dal Tribunale. Nel procedimento si era costituita parte civile l’Anpi. Con la decisione di secondo grado, i giudici hanno confermato la precedente sentenza. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni. “I giudici – dichiarano i legali degli imputati – hanno ribadito l’applicazione del principio costituzionale della libertà di manifestazione del pensiero, riconosciuto e tutelato dall’ordinamento giuridico italiano, ritenendo che l’espressione oggetto del procedimento rientrasse nei limiti del diritto di critica politica”.
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