Dopo giorni dalla denuncia, nulla è cambiato. È il 25 marzo e gli inquilini dello stabile di edilizia residenziale pubblica situato in via Nicola Leotta, nel quartiere San Paolo continuano a vivere tra infiltrazioni d’acqua, cattivi odori e scantinati allagati, senza aver ricevuto risposte concrete dagli enti competenti. La segnalazione risale al 14 marzo scorso, quando i residenti avevano denunciato a Borderline24 una situazione già critica. Oggi, però, il quadro resta invariato e, secondo quanto riferiscono, in alcuni casi peggiorato.
L’origine del problema sarebbe legata a un locale al piano inferiore, sotto sequestro da circa cinque anni, dal quale partirebbe una perdita mai risolta. Nel frattempo, le conseguenze si sono aggravate. L’acqua, mista a fogna, avrebbe ormai impregnato il solaio, riversandosi nei locali interrati e causando l’allagamento degli scantinati. Ambienti diventati inagibili, tra acqua stagnante, muffa e un odore persistente che risale fino ai piani superiori. A questo si aggiungono continui sbalzi di corrente, segnalati dagli stessi inquilini, con disagi anche per la sicurezza domestica.
“Nonostante le segnalazioni e i sopralluoghi non è cambiato nulla – raccontano – attendiamo ancora una risposta. Intanto la situazione peggiora giorno dopo giorno con scarichi frequentemente ostruiti e condizioni igienico-sanitarie ormai al limite”. Uno dei principali ostacoli resta l’impossibilità di accedere al vano da cui avrebbe origine la perdita. Il locale, infatti, è sotto sequestro da anni e questo impedirebbe di individuare con precisione la causa del guasto e intervenire in modo risolutivo. Un nodo burocratico che, di fatto, blocca ogni azione concreta. Nel frattempo, a pagare il prezzo più alto sono gli inquilini, in particolare quelli che vivono negli appartamenti sopra il locale interessato dalla perdita. Sul caso abbiamo interpellato in data 23 marzo l’amministratore di Arca Puglia Centrale, Pietro Augusto De Nicolo, il quale ha fatto sapere, tramite messaggio, che verificherà.