Esiste un momento, nel cuore pulsante di Bari vecchia, in cui il tempo sembra sospendersi tra il sacro e il terreno. È il rito della vestizione della Madonna Addolorata, curato dalla Pia Associazione “Misteri della Vallisa”. Un rituale antico, fatto di quaranta minuti di intensità, rigore e una maestria delicata che trasforma una statua nel simbolo del dolore universale. Il rito della vestizione della Madonna Addolorata è uno dei momenti più intensi e devozionali della Settimana Santa barese, e si svolge nei giorni precedenti il Venerdì Santo. La statua dell’Addolorata viene preparata per la solenne processione dei “Misteri”. Il racconto minuzioso e sentito del ‘sacro rito’ è stato pubblicato da una devota sulla community” sei di Bari vecchia se…”. Le foto allegate al testo sono toccanti.
“Non riuscirò a descrivere a parole le emozioni che ho provato, tante e forti, cercherò di raccontarvi al meglio con le immagini (quelle consentite per preservare il “pudore” di Maria) ciò che ho vissuto”, spiega infatti la donna. Mentre il rosario guidato da padre Gianni Tisti ed Angela Colaianni scandisce il silenzio dell’aula liturgica, gli ‘operatori’ si muovono con precisione millimetrica, racconta. Ogni gesto è una carezza, ogni strato di tessuto è una preghiera. Le sottovesti, ricavate da lenzuola e tovaglie antiche, portano con sé il peso della memoria, come quella appartenuta alla madre di Domenico Colaianni. “L’arrivo di Nicoletta Tedesco con l’abito della Madonna ha dato inizio al rito. Il priore Donato De Marzo ha avviato lo spostamento della statua per posizionarla al centro dell’altare e spogliarla degli abiti feriali”.
È qui che con movimenti carichi di emozione, si spoglia la Vergine degli abiti quotidiani per iniziare la vestizione solenne: il sottogonna, le maniche, il velo in pizzo nero, il fazzoletto, fino al pugnale e alla corona realizzata dalle suore bitontine. “Mimmo e Vito, visibilmente emozionati, con movimenti delicati ed in sequenza scandita e precisa spiega – hanno svestito la Vergine ed amorevolmente hanno iniziato la vestizione. Tutti quegli strati di tessuto non parevano vestiti di parata bensì il peso dei dolori dell’umanità e di ciascuno di noi addossati a Maria. Spero che le foto riescano a regalarvi qualche emozione”.
Il Venerdì di Passione, dalla Chiesa di S. Antonio da Padova, in piazza Luigi di Savoia, esce la processione della Addolorata, organizzata dall’Arciconfraternita di Maria SS. della Pietà e di S. Antonio, eretta canonicamente nel 1936 e riconosciuta civilmente il 17 novembre 1944. Così come accade in quasi tutte le località pugliesi, in questa giornata per le vie di Bari viene portata in processione la Sacra Immagine della Madonna Addolorata che, secondo il sentire popolare, vaga sconsolata per le vie di Gerusalemme alla ricerca del Figlio.
A Bari la devozione ai Dolori di Maria Santissima è sempre stata molto sentita, tanto che l’Addolorata è stata anche patrona della città dal XVIII secolo al 1963, allorquando il Vescovo Mons. Enrico Nicodemo decise di sopprimere i solenni festeggiamenti perché erano diventati troppo dispendiosi per la diocesi. Nei sette giorni precedenti la processione si svolge il Settenario in onore di Maria SS. Addolorata, che consiste nella recita del S. Rosario meditato, seguito dalla celebrazione della S. Messa e dalla supplica alla Vergine. In questa occasione la statua della Madonna, realizzata nel 1827 dal maestro scultore terlizzese Giuseppe Volpe, viene spostata dalla sua abituale collocazione e trasferita su un trono a dir poco monumentale, allestito sul lato sinistro del “Presbiterio”.
foto e racconto tratto da “Sei di Bari vecchia se…”