Un nuovo spazio dedicato alla mediazione e alla riparazione dei conflitti sociali ha aperto le sue porte in via Toti 1. Il Centro per la Giustizia riparativa si propone come un luogo in cui vittime e autori di reato possono incontrarsi, dialogare e avviare un percorso volontario volto a ricomporre le fratture causate dal crimine.
Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato autorità civili e militari, tra cui il sindaco Vito Leccese, il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, collegato da Roma, la direttrice dell’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna (UIEPE) di Bari Valeria Pirè e la direttrice scientifica della cooperativa sociale C.R.I.S.I. Anna Coppola De Vanna.
“Oggi inauguriamo un presidio importante per il nostro territorio – ha detto il sindaco Vito Leccese -, uno dei 36 Centri per la giustizia riparativa aperti in tutto il Paese, reso possibile da una fattiva collaborazione tra ministero della Giustizia, amministrazione comunale e mondo del Terzo settore. Con l’avvio di questo spazio, la nostra città e il nostro territorio compiono un passo avanti importante verso una giustizia più attenta alle persone e alle relazioni. La giustizia riparativa, infatti, non sostituisce quella tradizionale, ma la completa, offrendo uno spazio di ascolto, responsabilità e riconciliazione per autori e vittime di reato. Una società più giusta, d’altronde, non può prescindere da una giustizia in grado di riparare quello che si è danneggiato: ricucire le fratture sociali è fondamentale per costruire una comunità più coesa e sicura. Dopo la riparazione, però, ci deve essere spazio per la cura, per prendersi cura dei soggetti coinvolti affinché quella riparazione possa essere definitiva, nell’interesse di tutti”.
Il Centro ha il compito di coordinare programmi complementari a quelli del sistema penale tradizionale, mettendo al centro l’ascolto e la mediazione tra vittima, autore del reato e comunità. L’accesso è garantito sia alle vittime, che possono rivolgersi direttamente o tramite il proprio difensore, sia agli autori di reato su invio dell’Autorità giudiziaria o su indicazione dei servizi sociali e penitenziari.
L’istituzione del centro fa parte di una rete nazionale, prevista in ogni distretto di Corte d’Appello, e mira a garantire standard uniformi di intervento, favorendo la collaborazione con enti locali, servizi sociali e associazioni del territorio. La scelta del Comune di Bari come sede del distretto di Corte d’Appello di riferimento è stata formalizzata a maggio 2025 e consolidata con la firma del Protocollo d’intesa il 23 ottobre dello stesso anno.
Il progetto, finanziato dal Ministero della Giustizia con 224.000 euro e con un contributo comunale di 6.000 euro, prevede percorsi di mediazione penale, dialoghi riparativi guidati da mediatori esperti, attività di sensibilizzazione sulla cultura della legalità e programmi di inclusione sociale.
Dall’avvio ufficiale delle attività, il 16 febbraio, il Centro ha già preso in carico 10 nuovi casi, alcuni provenienti da altre province, mentre contando anche il periodo sperimentale condotto nella sede della cooperativa C.R.I.S.I., gli utenti autori di reato coinvolti ammontano a 38.