Un protocollo operativo per affrontare i casi di “barbonismo domestico”, legati al disturbo da accumulo compulsivo di oggetti, rifiuti o animali all’interno delle abitazioni. È quanto sottoscritto questa mattina nella sala giunta di Palazzo di Città dal Comune di Bari insieme ad ASL Bari, AMIU Puglia, Ordine degli Avvocati, Tribunale e Procura. L’accordo nasce per rispondere a un fenomeno complesso, che negli ultimi anni si è presentato più volte sul territorio e che comporta criticità igienico-sanitarie, sociali e psichiatriche, oltre a possibili implicazioni di ordine pubblico nei casi più gravi.
Il protocollo introduce un approccio multidisciplinare e interistituzionale, con l’obiettivo di coordinare gli interventi e garantire una presa in carico più efficace delle persone coinvolte. “L’obiettivo condiviso di questo accordo – ha spiegato l’assessora comunale al Clima, Transizione ecologica e Ambiente Elda Perlino – è quello di mettere in campo, grazie al coinvolgimento e alla collaborazione fra diversi operatori di ambito sociale e sanitario, interventi il più possibile tempestivi ed efficaci per assistere al meglio le persone affette da disposofobia.
Per farlo, abbiamo scelto un approccio multidisciplinare e interistituzionale che ci consenta di affrontare in maniera integrata un fenomeno che sappiamo essere complesso, considerato che porta con sé risvolti psichiatrici, sociali e igienico-sanitari e che può arrivare a incidere negativamente sul contesto sociale, anche in termini di ordine pubblico. La collaborazione e il confronto tra le diverse istituzioni qui presenti, che ringrazio per la disponibilità, sono stati fondamentali per mettere in rete gli attori coinvolti e giungere alla stesura di un protocollo articolato, che mira a garantire un percorso assistenziale unitario e coerente, raccordando responsabilità, risorse e competenze per prevenire rischi di diversa natura per il diretto interessato e per la collettività. Si tratta di un protocollo operativo che testeremo nel tempo e che potremo eventualmente implementare alla luce dei riscontri effettivi”.
Il documento prevede la creazione di un gruppo di lavoro composto da operatori del Comune, servizi sanitari, polizia locale e AMIU, con il coinvolgimento, nei casi più complessi, dell’autorità giudiziaria e degli amministratori di sostegno. “Il fenomeno del cosiddetto barbonismo domestico, legato a situazioni di accumulo compulsivo e fragilità sociale e sanitaria, richiede risposte integrate e multidisciplinari – ha dichiarato direttore generale della ASL Bari Luigi Fruscio -. Non si tratta solo di una questione abitativa o igienico-sanitaria, ma di condizioni complesse che coinvolgono la salute mentale, le relazioni sociali e la dignità della persona.
Con la sottoscrizione di questo protocollo operativo con il Comune di Bari, Amiu, Ordine degli Avvocati e Autorità giudiziaria, rafforziamo un modello di intervento basato sulla collaborazione tra istituzioni, mettendo in rete competenze sanitarie, veterinarie, sociali e ambientali. La ASL Bari, attraverso il dipartimento di Prevenzione, con i servizi di Igiene e Sanità Pubblica e i servizi veterinari, il dipartimento di Salute Mentale, il servizio Dipendenze patologiche, nonché il Distretto Unico di Bari, mette a disposizione un’ampia gamma di strutture specializzate. La nostra azione su più versanti, dagli aspetti igienico-sanitari a quelli legati alla presenza di animali, garantirà il contributo tecnico e operativo per una presa in carico appropriata dei casi, nel rispetto della persona e con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita e di salute all’interno di un sistema articolato, capace di intercettare precocemente le situazioni di fragilità e di agire in modo coordinato ed efficace”.
Il protocollo definisce anche le modalità operative: dalla segnalazione iniziale ai sopralluoghi congiunti, fino all’eventuale diffida e, nei casi di mancato adeguamento, all’adozione di ordinanze urgenti e interventi di bonifica. “L’accumulo seriale all’interno delle abitazioni è un tema al quale Amiu Puglia rivolge da tempo grande attenzione – ha sottolineato la presidente dell’azienda di igiene urbana Antonella Lomoro – e per il quale, in collaborazione con il Comune, è intervenuta più volte con l’obiettivo di risolvere situazioni complesse, potenzialmente molto pericolose e lesive del decoro e dell’igiene oltre che del benessere dei cittadini. Adesso, finalmente, più soggetti si dotano di un protocollo che attribuisce a ciascuno ruoli e competenze, creando una sinergia utile per affrontare, in maniera sistematica e organizzata, un’emergenza sociale che, purtroppo, è in crescita. L’azienda si conferma pronta e disponibile a collaborare e sono certa che, con il contributo di tutti e grazie a regole precise e definite, sarà molto più semplice fare squadra e ottenere i risultati sperati”.
Nel percorso sono coinvolti anche l’Ordine degli Avvocati e l’autorità giudiziaria, con particolare riferimento alla nomina di amministratori di sostegno nei casi più delicati. “Vi ringrazio per averci coinvolto in questa iniziativa – ha proseguito il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari Salvatore D’Aluiso – che di fatto esalta la funzione sociale dell’avvocatura, che opera non solo all’interno di un palazzo di giustizia ma è sempre disponibile a dare il proprio contributo, specie in situazioni che richiedono il coinvolgimento, come in questo caso, di più istituzioni. Questo brillante risultato, dunque, è il frutto di una collaborazione sinergica e costruttiva tra tutti i soggetti coinvolti, finalizzata a garantire la tutela di persone che possono essere annoverate sicuramente tra le fasce fragili della popolazione. L’avvocatura si dimostra così, ancora una volta, a disposizione, nel momento in cui viene chiamata ad adoperare nel sociale: di questo siamo davvero soddisfatti e orgogliosi”.
“Oggi sono qui in rappresentanza del presidente del Tribunale di Bari, Alfonso Pappalardo – ha proseguito Rosella Nocera, giudice della I Sezione Civile – e colgo l’occasione per esprimere il mio apprezzamento professionale e personale per un’iniziativa che mette in campo una forte sinergia istituzionale finalizzata a gestire al meglio situazioni estremamente delicate. Mi è capitato, infatti, di trattare personalmente alcuni fascicoli di barbonismo domestico relativi a situazioni di accantonamento spasmodico di oggetti e beni, circostanze che testimoniano la presenza di un forte disturbo compulsivo: ho dovuto affrontare la nomina urgente di un amministratore di sostegno o dirimere questioni tra componenti dello stesso nucleo familiare in contrasto perché uno di loro aveva occupato completamente gli ambienti domestici condivisi, fino a renderli inaccessibili. Pertanto, saluto con favore la sottoscrizione di questo protocollo operativo tra più istituzioni che, individuando una procedura snella e chiara, ci consentirà di intervenire in maniera ben più efficace sul fenomeno”.
“Vi porto i saluti del procuratore Rossi – ha commentato Giuseppe Gatti, aggiunto della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari – che mi ha delegato a condividere questo percorso. Il protocollo odierno rappresenta una tappa importante del percorso di tutela della fragilità che va affrontato con forme molteplici e sinergiche: non solo tutela penale, ma anche sociale, sanitaria e relazionale. La fragilità rappresenta infatti una condizione di marginalità, di isolamento, che si cura con la rete: nei casi di barbonismo domestico, molto spesso, quello che viene mancare è la rete familiare che, grazie a questo protocollo, viene sostituita dalla rete istituzionale. Un approccio necessario per riempire il vuoto legato all’isolamento che caratterizza la condizione di fragilità delle persone affette da questa e da altre manifestazione patologiche. Insieme all’Avvocatura e al Tribunale, stiamo portando avanti questo impegno su più fronti: siamo partiti da un lavoro importante per la gestione delle crisi familiari, promuovendo un protocollo sulla negoziazione assistita; adesso ufficializziamo questo protocollo che si collegherà con quello sull’amministrazione di sostegno, che sarà sottoscritto a breve. Oggi, quindi, diamo il via a un sistema di alert, proprio nel caso in cui l’amministrazione di sostegno sia correlata a fenomeni di barboninsmo domestico, definendo una procedura accelerata che consenta di abbattere in maniera straordinaria i tempi di gestione di questi procedimenti. Ancora una volta abbiamo deciso di fare squadra per provare a riempire il vuoto della solitudine con la logica del noi”.
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