Puntare sui cittadini per spingere i consumi alimentari sani è stata una scelta lungimirante. E’ quello che da anni sta facendo Coldiretti che ha impostato la sua strategia sindacale sulla tutela del made in Italy per sostenere gli agricoltori, ma anche per fornire ai consumatori cibi di qualità e sicuri. Una battaglia che ha superato anche i confini nazionali, perché è costante la presenza della Coldiretti nelle sedi istituzionali europee, ma anche in appuntamenti con operatori e consumatori all’estero. Negli ultimi anni l’attenzione si è focalizzata sui prodotti ultra processati e su quelli realizzati in laboratorio.
Avvalendosi di studi scientifici e con la collaborazione delle principali strutture ospedaliere e di ricerca, a partire dal Policlinico Gemelli, Coldiretti in ogni occasione ha ribadito il valore del prodotto sano e non manipolato. E ha dichiarato guerra aperta ai cibi sintetici. Un pressing che ha portato il governo italiano a varare, unico in Europa, una legge che vieta produzione, vendita e importazione di carne, pesce, latte e uova “coltivati” nei laboratori.
Una cultura quella del cibo vero che si sta diffondendo. Una conferma? Le difficoltà che stanno attraversando multinazionali del calibro di Kraft Heinz e Unilever che, secondo notizie pubblicate sulla stampa estera e riprese dai media italiani, sarebbero orientate fondere le divisioni ketchup e maionese sotto lo stesso tetto societario. Ma nei piani ci sarebbe anche l’abbandono dell’attività nel comparto alimentare. Forse i consumatori hanno compreso i rischi di una dieta scorretta fatta di cibi ultra processati soprattutto per i più giovani e si stanno allontanando da piatti pronti e merendine che contengono un numero infinito di ingredienti.
Sarebbe davvero un gran risultato perché a guadagnarci non sarebbero solo gli agricoltori italiani, ma l’intero Paese. La salute della popolazione dipende anche da quello che porta in tavola e mangiare bene vuol dire spendere meno per le medicine, tenendo conto che molte malattie sono legate a stili di vita sbagliati e l’alimentazione è prima nella lista. Valorizzare l’agricoltura italiana vuol dire dunque fornire prodotti eccellenti, assicurare la presenza degli agricoltori sui territori evitandone lo spopolamento con una maggiore tenuta dell’ambiente e la riduzione del rischio di dissesto idrogeologico. Risparmi, dunque, per un Paese che deve fronteggiare ogni anno disastri dovuti all’abbandono di tante aree. Ma risparmi anche per la spesa sanitaria. Tutto questo è l’agricoltura che Coldiretti difende contro tutto e tutti.