C’è chi cambia vita per necessità e chi lo fa per istinto. Angela, 43 anni, pugliese con base a Cisternino, appartiene alla seconda categoria. La sua è la storia di una donna che ha deciso di ascoltare “un richiamo nello stomaco” e trasformare una passione nata quasi per caso in un progetto di vita. Ma andiamo per gradi.
Per oltre dieci anni ha vissuto a Barcellona, lavorando nel turismo e conducendo una vita dinamica, fatta di viaggi e continue ripartenze. “Sono sempre stata una viaggiatrice incallita – racconta – per due anni ho girato il mondo con lo zaino in spalla, con un biglietto di sola andata”. Poi, nel 2018, la scelta di tornare in Puglia, nella sua Valle d’Itria. “Era un richiamo troppo forte per non ascoltarlo”. Un ritorno tutt’altro che semplice. “Avevo paura di ricominciare da zero, in un paese dove tutti sanno tutto di te ma in realtà nessuno ti conosce davvero”. Eppure, ancora una volta, ha scelto di fidarsi del suo istinto.
La svolta arriva nel 2022, durante un nuovo periodo a Barcellona. “Passeggiando nel quartiere gotico ho visto queste sfere ‘volanti’. Non avevo mai visto nulla del genere”. È lì che scopre i kokedama, grazie anche a un laboratorio seguito con un amico cileno. “Prima di tornare in Italia ho fatto un workshop. Poi a ottobre ho creato il mio primo kokedama”. Da quel momento qualcosa cambia, ma l’idea vera e propria prende forma durante un viaggio in solitaria in Indonesia. “Ero nel mio bungalow, pioveva. Ho iniziato a fare brainstorming da sola – racconta – cercavo un nome per qualcosa che ancora non esisteva. È lì che nasce ‘Kokedama Mi Amor’. Racchiude tutto: la Spagna, i miei studi, l’amore”. Un nome che tiene insieme le sue radici, le esperienze all’estero e quel legame emotivo con ciò che crea.
Tornata a Cisternino, Angela inizia a “sporcarsi le mani”. Uno, due, tre kokedama, poi le prime prove, i primi errori, fino ad arrivare ai mercatini, alle bomboniere, ai workshop. Oggi gira la Puglia, da Bari ai piccoli centri, portando le sue creazioni e insegnando ad altri questa tecnica con l’obiettivo di tramandare il suo sapere. Negli ultimi mesi, però, il suo percorso si è arricchito di un nuovo progetto, la lavorazione del muschio stabilizzato. Si tratta di muschio vivo trattato con glicerina, che non cresce più e non necessita di acqua, luce o particolari cure, mantenendo nel tempo colore e morbidezza anche per oltre dieci anni. Angela lo utilizza per realizzare diverse creazioni, dalle lampade agli orologi, fino alle bomboniere, ampliando così la sua proposta artigianale.
“Non è realmente un lavoro, per ora è un progetto che sto cercando di far crescere. Ci vuole tempo. Ma se lo fai con amore, perché ci credi davvero, piano piano tutto arriva e la gente se ne rende conto”. Non nasconde le difficoltà, dai costi dei materiali – “il muschio è difficilissimo da reperire e costa tantissimo” – alla precarietà di un’attività artigianale. Accanto alla dimensione creativa, c’è quella umana. I workshop infatti, per lei diventano momenti di incontro e condivisione. “Si creano gruppi di persone che non si conoscono, si sta insieme, ci si rilassa, ci si stacca dal telefono. È un’esperienza preziosa in questo mondo che corre in fretta e spesso non ci permette più di stare realmente con gli altri”, prosegue.
Il kokedama, del resto, non è solo una tecnica, ma una filosofia. Antica arte giapponese nata intorno al 1600, durante il periodo Edo, quando il Paese era isolato dal resto del mondo, consiste nel coltivare una pianta all’interno di una sfera di terra rivestita di muschio, senza vaso. “Koke significa muschio, dama palla”, spiega Angela. Un piccolo ecosistema sospeso, spesso definito “bonsai volante”, accessibile a tutti e legato alla filosofia wabi-sabi, che celebra la semplicità e la bellezza dell’imperfezione. Oggi Angela continua a costruire il suo percorso, tra alti e bassi. “Viviamo di cliché e giudizi, ma l’età è solo un numero – spiega infine evidenziando di non avere paura di inseguire i suoi sogni, anche se il mondo fuori racconta che a 43 anni “devi sistemarti”. “Se segui quello che vuoi fare, anche se è complicato, qualcosa succede. Io Sono felice di aver seguito quel richiamo”, conclude.