Non ce l’ha fatta Marius, 40enne, senza fissa dimora, ritrovato privo di vita in via Caraballese, vicino all’Eurospin. A darne notizia i volontari dell’associazione In.Con.Tra che hanno dedicato un pensiero all’uomo ricordandolo e raccontando della sua vita già segnata da moltissime difficoltà.
“Il sole di oggi a mezzogiorno non ha pietà. È quel caldo feroce che morde dall’alto e rimbalza bruciante dall’asfalto, togliendo il respiro. Ma a spezzarci il fiato, questa mattina, è stato qualcosa di infinitamente più doloroso. Marius non ce l’ha fatta”, scrivono – “Una vita difficile, durissima, segnata da fragilità e da quell’alcolismo che spesso diventa l’unico anestetico contro il dolore del mondo. Per Marius la casa era la strada, qui in Via Carabellese, vicino all’Eurospin. Lì aveva trovato il suo rifugio, protetto da una pensilina, confortato dall’acqua fresca e dall’affetto autentico del quartiere. Un affetto sincero.
Così come il forte impegno nei suoi confronti da parte delle istituzioni, dell’assessorato al welfare, cui sempre ringraziamo, e dai volontari. Ma il suo era un NO su ogni tipo di aiuto e sostegno. Non possiamo giudicare il suo NO ma dobbiamo solo rispettarlo. E possiamo ringraziare la presenza costante delle istituzioni, dei volontari e dei cittadini attivi. Innumerevoli gli aiuti a lui donati. Marius era un nostro fratello, parte della nostra famiglia. Marius, un cuore colpito da tante ferite. Solo ieri sera gli avevamo rivolto l’ultimo saluto, l’ultimo sorriso. Oggi, complice questo caldo d’inferno, il suo corpo già provato dai malanni e dalla solitudine si è arreso. Marius è venuto a mancare all’affetto di noi volontari e di tutti gli amici che gli volevano bene. In questo momento siamo qui, sotto il sole, insieme alla polizia per le procedure di identificazione. Ma il nostro pensiero va oltre.
A tutta la cittadinanza chiediamo una cosa sola: capiteli. Chi vive per strada non ha colpe, ha solo sventure. Non giratevi dall’altra parte, aiutiamoli. Domani dedicheremo a Marius una preghiera. Oggi gli diciamo solo grazie per aver incrociato le nostre vite. Adesso sii sereno, caro Marius. Vola in pace, amico nostro di sempre”, concludono.
Parole a cui fanno eco quelle dell’assessore Michelangelo Cavone. “Marius viveva per strada, e per strada è morto questa mattina.
Ho voluto essere presente all’obitorio per accogliere la sua salma, per dare, almeno con un saluto, dignità e rispetto a chi vive e muore spesso da invisibile. Abbiamo provato a convincerlo nel farsi aiutare per molto tempo, ma senza successo purtroppo.
Era seguito costantemente dal Pronto Intervento Sociale e dai volontari e dalle volontarie di In.Con.Tra, gli angeli della nostra città. Marius soffriva, come soffrono in tanti, e al dolore della vita aveva risposto lasciandosi andare. Probabilmente non abbiamo fatto in tempo, come società, ad offrirgli aiuto prima che l’aiuto fosse un’opzione accettabile. Dire, però, che abbiamo fatto tutto il possibile non è una risposta che allieva il mio dolore in queste ore e non può mai, mai essere la risposta. Siamo chiamati a fare di più come comunità e come società per tutti i Marius del mondo, prima che il dolore diventi insopportabile. Nelle prossime settimane convocherò un tavolo interistituzionale che coinvolga tutti gli enti preposti agli aiuti e alla presa in carico, non solo quelli sociali ma anche quelli sanitari, perché la visione del futuro deve essere una responsabilità collettiva. Non basta fare “il proprio” e fare il possibile, dobbiamo fare, insieme, più del possibile. È difficile, è molto difficile, ma farò di tutto. E questa è l’unica promessa che posso farti, Marius. Fai buon viaggio”, conclude.
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