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Incendi a Bari, il Comune aggiorna il Catasto: stop a speculazioni e cambi di destinazione

Iacovone: “Serve impedire che un incendio produca trasformazioni urbanistiche o vantaggi economici”

Pubblicato da: redazione | Mer, 26 Agosto 2026 - 14:23
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Il Comune di Bari ha aggiornato il Catasto comunale delle aree percorse dal fuoco, dando seguito agli adempimenti previsti dalla legge quadro sugli incendi boschivi. Il nuovo provvedimento, pubblicato sul sito istituzionale dell’ente, riguarda gli incendi verificatisi nel 2025 e interessa alcune zone di Lama Balice, per una superficie complessiva di 10,55 ettari, pari a 105.530 metri quadrati.

L’aggiornamento del Catasto incendi è uno degli strumenti previsti dalla normativa nazionale per tutelare il patrimonio boschivo, prevenire nuove criticità e garantire l’applicazione dei vincoli sulle aree colpite dal fuoco. La legge 353 del 2000 attribuisce infatti agli enti locali il compito di censire e documentare i soprassuoli percorsi dagli incendi, impedendo che dalla distruzione del patrimonio forestale possano derivare trasformazioni urbanistiche non consentite o vantaggi economici. Il Catasto consente quindi di individuare e registrare le superfici interessate dagli incendi, diventando uno strumento di tutela ambientale, trasparenza amministrativa e corretta gestione del territorio.

“Aggiornare il Catasto comunale degli incendi significa dare concreta attuazione alla tutela di un interesse pubblico essenziale”, spiega la vicesindaca e assessora alla Rigenerazione urbana e sociale Giovanna Iacovone. Per Iacovone, l’obiettivo è “preservare il patrimonio boschivo e naturale, garantire la sicurezza e l’equilibrio del territorio e impedire che un incendio possa produrre trasformazioni urbanistiche o vantaggi economici a danno della collettività”. La vicesindaca sottolinea anche il peso della crisi climatica, che rende incendi e danni ambientali sempre più gravi. “In una fase nella quale la frequenza e l’intensità degli incendi sono rese ancora più drammatiche dagli effetti della crisi climatica, con conseguenze sempre più gravi per gli ecosistemi, la sicurezza delle persone e l’equilibrio di territori già fragili, questo compito assume un’importanza ancora maggiore”.

Il Comune di Bari provvede dal 2007 agli adempimenti previsti dalla normativa nazionale e regionale in materia di aree percorse dal fuoco. L’attività è curata, per gli aspetti urbanistici, dal settore Ufficio di Piano e Urban Center della Ripartizione Governo e Sviluppo strategico del territorio. Le informazioni utilizzate per la ricognizione provengono dalla piattaforma digitale del Sistema informativo della montagna, collegata al sito nazionale del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dei carabinieri. La sezione dedicata al Catasto incendi contiene dati territoriali, particelle catastali, mappe georeferenziate, superfici percorse dal fuoco, delimitazioni, date degli eventi e altre informazioni descrittive.

La ricognizione viene adottata con un primo provvedimento dirigenziale e pubblicata per 30 giorni sull’Albo pretorio comunale e sul portale istituzionale, così da consentire la presentazione di eventuali osservazioni. Le osservazioni possono essere inviate per iscritto al Comune di Bari, Ripartizione Governo e Sviluppo strategico del territorio – Settore Ufficio di Piano e Urban Center, in via Tenente Casale Y Figoroa 39, oppure tramite Pec all’indirizzo rip.urbanisticaediliziaprivata@pec.rupar.puglia.it. Scaduto il periodo di pubblicazione, le osservazioni saranno esaminate e, entro i successivi 60 giorni, sarà approvato l’elenco definitivo delle aree e delle relative perimetrazioni. La ricognizione sarà poi inserita nel Sistema informativo territoriale comunale, consultabile liberamente, dove sono individuate le particelle catastali interessate da incendi dal 2007 al 2025.

L’inserimento delle aree nel Catasto comporta l’applicazione dei vincoli previsti dalla legge. Per 15 anni, le zone boscate e i pascoli percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio, salvo opere pubbliche necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità e dell’ambiente. Per 10 anni è vietata la realizzazione di edifici, strutture e infrastrutture finalizzate a insediamenti civili e attività produttive, salvo i casi consentiti dalla normativa. Sempre per 10 anni, sui soprassuoli delle zone boscate percorse dal fuoco sono vietati pascolo e caccia. Per 5 anni, infine, sono vietate attività di rimboschimento e ingegneria ambientale finanziate con risorse pubbliche, salvo deroghe e autorizzazioni previste per situazioni di dissesto idrogeologico o interventi urgenti a tutela di valori ambientali e paesaggistici. L’aggiornamento del Catasto si inserisce quindi in una più ampia strategia di prevenzione e tutela ambientale, con l’obiettivo di difendere le aree naturali e boschive e garantire una gestione del territorio più trasparente e responsabile.

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