L’auto continua a dominare gli spostamenti degli italiani. Nel 2025 il 62% dei viaggi quotidiani avviene ancora in macchina, mentre solo il 34% può essere considerato sostenibile, cioè effettuato a piedi, in bicicletta, con mezzi di micromobilità o con il trasporto pubblico. È quanto emerge dalle anticipazioni dell’Osservatorio Audimob di Isfort, presentate a Roma in occasione di ECO, il Festival della mobilità sostenibile e delle città intelligenti.
Il quadro restituito dai dati mostra un Paese ancora fortemente sbilanciato sull’automobile. Il trasporto pubblico si ferma all’8,8% degli spostamenti, la mobilità pedonale arriva al 20,8%, mentre bicicletta e micromobilità pesano appena per il 4,4%. L’Indice di mobilità sostenibile, che somma gli spostamenti a piedi, in bici, in micromobilità e con i mezzi pubblici, si attesta al 34%. Un dato praticamente identico a quello registrato nel 2000. In 25 anni, quindi, il riequilibrio tra auto privata e alternative sostenibili non ha fatto passi avanti strutturali. Il dato nazionale, però, nasconde differenze molto marcate. Nelle città con oltre 250mila abitanti il trasporto pubblico raggiunge il 18,4% degli spostamenti e il peso dell’auto scende al 51,4%. Nei Comuni sotto i 10mila abitanti, invece, la macchina arriva al 74,7% e il trasporto pubblico locale si ferma al 4,3%.
Resta forte anche il divario territoriale. Il trasporto pubblico pesa per il 12% degli spostamenti nel Nord-Ovest, ma scende al 6% nel Sud e nelle Isole. Particolarmente significativo è il dato sui tragitti brevi. Oltre l’80% dei viaggi quotidiani avviene entro i 10 chilometri e il 27,3% degli spostamenti fino a 2 chilometri viene ancora effettuato in automobile. È proprio sulla mobilità di prossimità, quindi, che si concentrano i maggiori margini di cambiamento. Dal rapporto emerge anche una disponibilità degli italiani a modificare le proprie abitudini. La propensione al cambio modale è negativa per l’auto, a -10,8, mentre è positiva per il trasporto pubblico, +13,8, e soprattutto per la bicicletta, +25,2. In altre parole, una parte degli italiani dichiara di voler usare meno l’auto e più bici e mezzi pubblici. Una disponibilità che, secondo l’analisi, ha però bisogno di servizi, infrastrutture e politiche capaci di trasformarsi in comportamenti concreti.
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