Coriandoli sparsi ovunque, tubi di plastica abbandonati sulle panchine e residui dei festeggiamenti finiti tra caditoie e tombini. È la situazione denunciata dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Italo Carelli in piazza Cesare Battisti e nel quadrilatero universitario di Bari, dopo le sessioni di laurea. Non si tratta di un caso isolato. Secondo il consigliere, il problema si ripresenta puntualmente a ogni seduta, trasformando l’area intorno all’Università in uno spazio segnato da rifiuti e scarsa cura degli spazi pubblici. A preoccupare non è soltanto il decoro, coriandoli e plastica, finendo nella rete di raccolta delle acque, rischiano anche di intasare caditoie e tombini.
“Ad ogni sessione di laurea, lo spettacolo che si ripropone a piazza Cesare Battisti e in tutto il quadrilatero universitario è indecoroso e inaccettabile”, denuncia Carelli. “Tubi sparacoriandoli abbandonati sulle panchine, plastica ovunque e distese di coriandoli che finiscono dritti nelle caditoie e nei tombini, intasando la rete idrica e inquinando l’ambiente”, prosegue il consigliere spiegando di aver già sollevato la questione in sede istituzionale. “È da oltre un anno che porto formalmente questa situazione all’attenzione del Consiglio comunale e degli assessori competenti”, afferma, ricordando anche i tentativi di coinvolgere l’Ateneo in un percorso di sensibilizzazione.
“In questo tempo si è cercata la strada della moralizzazione e del dialogo, sollecitando i vertici del Rettorato affinché si facessero garanti del rispetto degli spazi pubblici. Il risultato? Zero. Il degrado si ripete puntualmente a ogni seduta di laurea, dimostrando una totale ed esasperante mancanza di sensibilità e di rispetto per la città”, aggiunge. Da qui la richiesta di un’assunzione di responsabilità da parte dell’Università e degli stessi neolaureati. “Chi consegue una laurea dovrebbe dimostrare maturità e senso civico, non abbandonare i luoghi della collettività nello squallore dopo i propri festeggiamenti. Il rispetto per gli spazi comuni non è facoltativo. È tempo che l’Ateneo e i neolaureati si assumano fino in fondo le proprie responsabilità”, conclude.