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Ex Ilva, prosegue lo sciopero a Taranto. Strade bloccate e problemi con il carburante anche a Bari

Quarto giorno di protesta dei lavoratori, oggi l'incontro tra i sindacati e il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro

Pubblicato da: redazione | Gio, 15 Ottobre 2026 - 10:42
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Quarto giorno consecutivo di sciopero e strade ancora bloccate a Taranto, dove prosegue la mobilitazione dei lavoratori dell’ex Ilva. Alcuni operai stanno protestando anche davanti alla Regione, a Bari. Intanto restano attivi i presidi lungo la statale 7, in direzione Massafra, e la statale 106 Jonica, verso Reggio Calabria, interrotte dalla mattinata di lunedì. Anche durante la notte alcuni operai e rappresentanti sindacali sono rimasti sul posto, riparandosi nelle tende e accendendo fuochi di fortuna per proteggersi dal freddo. La protesta non si ferma nonostante il decreto varato dal governo per fronteggiare la crisi dello stabilimento siderurgico. Le misure previste dall’esecutivo, infatti, non sono considerate sufficienti dalle organizzazioni sindacali, che continuano a chiedere garanzie sul futuro occupazionale e industriale dell’ex Ilva.

Oggi i rappresentanti di Fim, Fiom, Uilm e Usb incontreranno a Bari il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. Al centro del confronto la richiesta di un intervento concreto da parte delle istituzioni territoriali, attraverso un documento condiviso tra Regione e Provincia che possa rafforzare la pressione sul governo e favorire una nuova convocazione urgente a Palazzo Chigi. A preoccupare i sindacati è soprattutto l’assenza di prospettive industriali considerate adeguate per lo stabilimento e per le aziende dell’indotto. La cassa integrazione straordinaria in deroga prevista per i lavoratori dell’appalto, introdotta per scongiurare i licenziamenti, viene giudicata una misura insufficiente ad affrontare la crisi. Le organizzazioni chiedono un piano industriale che garantisca la continuità produttiva, salvaguardi i livelli occupazionali e preveda la decarbonizzazione degli impianti.

Intanto, la mobilitazione sta producendo conseguenze anche al di fuori dello stabilimento siderurgico. Il blocco degli accessi alla raffineria Eni di Taranto sta provocando difficoltà negli approvvigionamenti di carburante, con ripercussioni sulla rete di distribuzione, sul trasporto pubblico e sul traffico aereo. Una situazione che amplia gli effetti della protesta a diversi settori e che aumenta la pressione sulle istituzioni, mentre i lavoratori continuano a presidiare le principali arterie stradali della città. Sul fronte giudiziario, resta fissato per il 20 ottobre l’esame in Cassazione dei ricorsi presentati da Acciaierie d’Italia e Ilva, entrambe in amministrazione straordinaria.

Foto repertorio

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