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Pioggia e allagamenti a Santo Spirito: FdI presenta un accesso agli atti in Comune

Chiesta la documentazione tecnica sui lavori del lungomare Colombo dopo i disagi causati dalle ultime piogge

Pubblicato da: redazione | Ven, 16 Ottobre 2026 - 16:12
SAnto spirito

«Basta con i restyling di facciata e gli eventi celebrativi, se poi bastano pochi minuti di pioggia per mettere in ginocchio un intero quartiere. Il lungomare di Santo Spirito, appena riqualificato, finisce sott’acqua, con tombini che saltano, strade impraticabili e residenti e commercianti costretti a fare i conti con disagi che un’opera pubblica dovrebbe contribuire a risolvere, non aggravare».

È quanto dichiarano Laura De Marzo, consigliera comunale di Fratelli d’Italia, e Luca Cicciomessere, vicecoordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, a seguito della presentazione di un’istanza formale di accesso agli atti indirizzata alla Ripartizione Infrastrutture, Viabilità e Opere Pubbliche del Comune di Bari, per acquisire tutta la documentazione tecnica, progettuale e amministrativa relativa ai lavori di riqualificazione del lungomare Cristoforo Colombo.
Una richiesta che nasce dagli allagamenti registrati nei giorni scorsi e dalla necessità di verificare se, nella progettazione e nell’esecuzione dell’intervento, siano state adeguatamente valutate le criticità già note del sistema di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche. Perché il problema degli allagamenti a Santo Spirito non nasce oggi, ma dopo un intervento di riqualificazione così importante è legittimo aspettarsi un miglioramento, non un peggioramento della situazione.

«È proprio questo il punto sul quale vogliamo fare chiarezza – sottolineano De Marzo e Cicciomessere –. Quando si investono risorse pubbliche per riqualificare un lungomare, non ci si può limitare a guardare ciò che si vede in superficie. Bisogna preoccuparsi anche, e soprattutto, di ciò che c’è sotto. Vogliamo capire se siano stati valutati gli interventi necessari sulla rete di raccolta delle acque meteoriche, sulle pendenze, sulle caditoie e sui collegamenti con il sistema di smaltimento. Perché rifare una strada senza affrontare adeguatamente problemi di deflusso già conosciuti rischia di significare spendere soldi pubblici senza risolvere i problemi dei cittadini».

L’istanza, articolata in 20 punti, punta a ricostruire l’intero percorso progettuale ed esecutivo dell’opera: dal progetto originario alle relazioni idrologiche e idrauliche, dalle verifiche sui punti di recapito delle acque alle eventuali perizie di variante, fino agli atti relativi alla conclusione dei lavori, ai collaudi e alla manutenzione del sistema di raccolta delle acque meteoriche.

«Non ci interessano le spiegazioni di circostanza né lo scaricabarile delle responsabilità. Ci interessano gli atti, i progetti e le verifiche tecniche. Vogliamo sapere quali problemi erano conosciuti prima dell’intervento, quali soluzioni erano state previste e quali siano state effettivamente realizzate. Perché se dopo una riqualificazione il lungomare continua ad allagarsi, e in alcuni punti la situazione appare persino peggiorata, qualche domanda bisognerà pur porsela. E soprattutto qualcuno dovrà dare delle risposte».

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