Sono 6.968 gli infortuni sul lavoro denunciati nella provincia di Bari nei primi otto mesi del 2026, il dato più alto registrato in Puglia. È quanto emerge dal dossier “Il fenomeno infortunistico e tecnopatico”, presentato oggi, 21 ottobre, nella sede regionale dell’Inail. Un quadro che vede il Barese concentrare oltre un terzo delle 19.042 denunce complessivamente registrate in regione tra gennaio e agosto, con un aumento del 4,95% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Bari si colloca così al primo posto per numero assoluto di infortuni denunciati, seguita dalla provincia di Lecce, con 3.184 casi. Un primato che riguarda il volume delle segnalazioni e non necessariamente il rischio individuale, che andrebbe valutato anche in rapporto al numero degli occupati.
A livello regionale, uno degli incrementi più significativi riguarda gli infortuni in itinere, quelli avvenuti durante il tragitto tra casa e lavoro. Nei primi otto mesi del 2026 le denunce sono state 2.928, il 10,03% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In crescita anche le segnalazioni relative alle lavoratrici, che raggiungono quota 6.884, con un aumento del 10,89%.
Tra i settori maggiormente interessati figurano la sanità e l’assistenza sociale, con 1.762 denunce, seguite dall’agricoltura, che ne registra 1.444. Il dossier riporta inoltre 31 denunce di infortunio con esito mortale in tutta la Puglia, sei delle quali nel settore delle costruzioni. Il dato complessivo segna una diminuzione del 6,06% rispetto allo stesso periodo del 2025. Dei 31 casi mortali, 12 riguardano incidenti in itinere, mentre quattro hanno coinvolto donne. La provincia con il maggior numero di denunce mortali è Foggia, con 11 casi, seguita da Taranto, dove se ne contano nove.
L’analisi dell’Inail prende in esame anche le malattie professionali, per le quali in Puglia sono state presentate 8.436 denunce nei primi otto mesi dell’anno. Guardando al periodo compreso tra il 2022 e il 2025, emerge una sostanziale stabilità degli infortuni denunciati, accompagnata da una diminuzione dei casi mortali e da una forte crescita delle patologie di origine professionale. I dati sono stati diffusi in occasione della presentazione di due iniziative dedicate alla sicurezza sul lavoro: l’avviso pubblico 2026 per lo sviluppo dell’azione di prevenzione su base regionale e il progetto “Prevenzione è cultura”. Per entrambi è prevista una dotazione finanziaria complessiva di 350mila euro, destinata a sostenere attività di prevenzione e sensibilizzazione sui rischi professionali.
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