BARI – Puglia-Russia, il rapporto prosegue ma le sanzioni internazionali hanno fermato le vendite estere. Così nel 2015 l’export pugliese ha registrato una flessione del 30,3% rispetto al 2014, contro una perdita media italiana del 25,2%. I dati sono stati diffusi a Bari dal presidente di “Conoscere Eurasia”, Antonio Fallico, in occasione del primo seminario bilaterale italo-russo. All’incontro ha preso parte anche Vladimir Objedkov, direttore generale di “S7 Siberia Airlines”. “Siamo molto interessati a venire in Puglia e garantire così un collegamento diretto con la Russia – ha detto Objedkov – ma bisogna superare le limitazioni derivanti dalla normativa e dalle frequenze”. Conoscere Eurasia, che ha elaborato dati Istat, ha rilevato che “nel complesso l’export pugliese nel 2015 verso la Federazione russa si è fermato a 47,2 milioni, mentre perde meno l’interscambio (meno 4,9%) per effetto delle importazioni (330 milioni), in particolare dei prodotti petroliferi e dell’estrazione di minerali. L’azzeramento degli scambi dei prodotti dell’agricoltura e della pesca – si legge nella indagine – in un anno ha bruciato il 99,8% del valore: 4.492 euro contro 2.624.000 euro dell’anno precedente”. L’effetto “psicologico delle sanzioni unitamente alla congiuntura incerta, ha determinato la caduta di diversi promettenti settori produttivi e industriali, come quello dei computer, apparecchi elettronici e ottici (-97,7%), dei macchinari (69,4%), delle bevande, in contrazione del 27,7% per un valore di 4,3mln di euro contro i 5,9mln del 2014, così come del tessile che riduce l’export del 29,6% e un valore di 11,6mln di euro”. Sulla possibilità che sia Bari a ospitare il secondo incontro tra il Patriarca di Mosca, Kirill, e Papa Francesco, per cui già il sindaco del capoluogo pugliese ha scritto al Vaticano, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano ha detto che “ovviamente il Vaticano sa benissimo quanto noi teniamo a questa cosa” ma “bisogna intervenire con molta discrezione perché è evidente che non è su richiesta della Regione o del Comune che verrà fatta questa operazione”. Parlando con i giornalisti oggi a Bari, a margine del seminario bilaterlare italo-russo, Emiliano ha ricordato che “quando abbiamo, tra virgolette, restituito al Patriarcato di Mosca la chiesa russa, abbiamo fatto di Bari l’unica città del mondo in cui sia il Patriarca di Mosca sia il Papa di Roma sono a casa loro, ciascuno in una chiesa di loro proprietà, entrambe dedicate a San Nicola. Oltre – ha concluso – non posso dire”. “Penso anche che l’apertura di un consolato qui a Bari potrebbe essere un segno tangibile dell’attenzione della Federazione Russa per il nostro territorio”, ha invece detto il sindaco di Bari, Antonio Decaro, intervenendo al seminario italo-russo. Ricordando la presenza a Bari delle reliquie di San Nicola, che attirano “ogni anno migliaia di pellegrini”, Decaro ha affermato che “dobbiamo essere capaci di mettere a valore il nostro appeal e di utilizzare occasioni come questo seminario per far sì che il `sistema Puglia´ riesca a sviluppare e rafforzare nuove partnership strategiche”. “Penso – ha aggiunto – a un rapporto costante tra le nostre università, le nostre agenzie formative, le nostre imprese; e penso alla possibilità di avviare scambi e approfondimenti culturali, ma anche, terminate le sanzioni disposte dall’Unione Europea, commerciali, produttivi e industriali”. Infine dichiara: “Siamo la città del dialogo ecumenico, la terra di cerniera tra popoli e culture, siamo la “Felice Bari” di un canto ortodosso dell’XI secolo. Per questo vorremmo essere la città che accoglierà il prossimo incontro tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill, nel nome del dialogo inter-religioso e di quel ponte tra Oriente e Occidente che né il tempo né le divisioni hanno mai demolito”.

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