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“Affiancare al piano di riordino ospedaliero una puntuale azione di sviluppo della medicina territoriale, affinché la necessaria razionalizzazione della spesa possa rendere le prestazioni più efficaci e, agendo sulle liste di attesa, si permettano puntuali e adeguati interventi nelle strutture di eccellenza.

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Il piano di riordino non è un capriccio ma un obbligo. E per certi aspetti, anche una necessità per assicurare assistenza di livello e la tutela del sacrosanto diritto alla salute. Un compito non semplice che non a caso ha impegnato con altalenanti fortune almeno gli ultimi quattro presidenti della Regione Puglia. Personalmente sono convinto della strategia del doppio binario, a patto però che ci sia ascolto delle istanze che provengono dal territorio e tempi di azione immediati. Quindi al presidente Emiliano chiedo di lavorare contemporaneamente tanto sulla riorganizzazione strutturale del servizio sanitario regionale, quanto su tutto il capitolo della reale assistenza al malato che, a mio parere, deve restare il perno attorno al quale costruire l’azione di governo. Chiudere o accorpare reparti e ospedali, in linea di principio può essere utile a una migliore razionalizzazione e distribuzione dei servizi. Ma quest’operazione non basta a garantire la tutela della salute dei pugliesi e della migliaia di turisti che proprio in questa estate hanno scelto la nostra regione per soggiornare.

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Infine, pur essendo questo un parere strettamente personale, mi permetterei di consigliare una netta divisione tra la sterile polemica/propaganda politica e un’azione che, in materia di sanità, dovrebbe invece vedere impegnati, nell’unità di intenti, tutte le forze politiche, gli ordini professionali, le associazioni di categoria e i sindacati”.

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