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\r\n\r\nI medici di famiglia  criticano la macchina organizzativa che, a loro dire, ha gestito male l’emergenza neve e attaccano il governatore pugliese Michele Emiliano chiedendo che faccia luce sui disservizi. “Medici impossibilitati a lasciare, causa neve, le sedi di guardia medica – dice Filippo Anelli, segretario regionale della Fimmg Puglia, il  sindacato dei medici di base – turni continuativi di 48-72 ore, senza che alcun dirigente distrettuale sia intervento o, peggio ancora, se ne sia reso conto. Interventi effettuati camminando a piedi nella neve, talora in sostituzione del 118, impossibilitato a raggiungere i pazienti per l’inagibilità delle strade. Medici lasciati soli ad affrontare i problemi dell’urgenza e dell’emergenza”. Diversi gli episodi riferiti di disagio e pericolo per i pazienti e mrdici stessi: “Un collega – racconta  – si è trovato a trattare una signora anziana di 96 anni di Altamura con una frattura del femore, senza che fosse disponibile alcuna ambulanza pubblica o privata; un altro, dovendo soccorrere un bambino con fibrosi cistica nella campagna di Santeramo, ha ricevuto il provvidenziale aiuto di un contadino che con il suo trattore è riuscito a rendere percorribile il tratto di strada, consentendo al medico di raggiungere il piccolo paziente”. I medici sostengono di essere stati abbandonati: “Nessuna prevenzione del rischio e dell’incolumità degli operatori”, accusano. “Ciò che è accaduto – dice ancora Anelli – ha dell’incredibile. Molti medici non hanno potuto raggiungere le sedi di guardia nei comuni maggiormente interessati dall’emergenza neve, per cui i colleghi sono stati costretti a rimanere in servizio, oltre il proprio turno di lavoro, anche per 72 ore consecutive. Molti altri, invece, a proprio rischio e pericolo hanno raggiunto le sedi di guardia per senso di responsabilità e di servizio, come un collega di Conversano, in servizio a Mola, arrivato 4 ore prima del suo turno per essere sicuro di poter garantire il cambio al collega. La Fimmg intende denunciare questo abbandono, questo disinteresse da parte di amministratori che hanno platealmente ignorato le conseguenze dell’emergenza neve sull’efficienza del servizio sanitario regionale, scaricando sugli operatori le conseguenze e i disservizi di un sistema non opportunamente preparato ad affrontare simili imprevisti”.\r\n\r\n

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