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Il Diritto Sportivo è quel settore del diritto che regola e disciplina il mondo dello sport. Esso è inteso quale insieme di istituti giuridici pertinenti al fenomeno sportivo. I motivi che hanno portato alla nascita di questa materia sono strettamente legate alla sua evoluzione.\r\n\r\nRicostruendo, è utile tener conto della definizione di sport, contenuta nell’art. 2, 1° comma, della Carta europea dello Sport, approvata a Rodi nel 1992, dalla settima Conferenza dei Ministri europei dello Sport. La stessa definisce “sport”: «qualsiasi forma di attività fisica che, attraverso una partecipazione organizzata o non, abbia per obiettivo l’espressione o il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali o l’ottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli».\r\n\r\nSi tratta di un’attività che smette di essere solo ludica di fronte all’ampliarsi dell’agonismo e dell’insieme di interessi economici e imprenditoriali, che ruotano intorno al predetto mondo e che hanno modificato anche l’atteggiamento dei privati nei confronti della pratica sportiva, considerata, ormai, come strumento di lucro e di ascesa.\r\n\r\nCol tempo siamo passati dalla semplice organizzazione tra amici della “partita del lunedì sera” alla responsabilità civile dei gestori e dei proprietari degli impianti, dal “pallone di pezza” alla sponsorizzazione in servizi, dai successi delle “Scarpette rosse” del Simmenthal Olimpia Milano alla tassazione dei redditi degli sportivi professionisti e dalla corse sulla sabbia di Mennea alla disciplina che regola la cessione dei diritti televisivi.\r\n\r\nNon è quindi strano che, nel tempo, si sia sentita l’esigenza di una progressiva pianificazione normativa, che non riguarda più solo le regole tecniche del gioco e della partecipazione allo stesso, quanto soprattutto la regolamentazione dei suoi molteplici aspetti.  Numerosi sono i codici di comportamento, che interessano soggetti diversi, tra giocatori, dirigenti, tecnici e molti degli addetti ai lavori.\r\n\r\nDa quanto precede, appare evidente che lo sport ha aumentato le sue esigenze organizzative.  Le regole  sono particolari e utili ad organizzare la posizione delle persone incaricate e a provvedere a tutte queste esigenze, ivi compreso il ruolo degli spettatori e dell’amministrazione patrimoniale.\r\n\r\nLa normativa sportiva può dividersi in due principali aree che, a volte, si incrociano tra loro; la prima è formata dalle regole di derivazione statale mentre la seconda è costituita dai precetti emanati dallo stesso ordinamento sportivo. La prima specie si sostanzia nelle disposizioni sull’organizzazione amministrativa del CONI (vedi art. 117 comma 3 lett. G Cost.) e sulla legislazione lavoristica e previdenziale degli sportivi. Esempi della seconda specie si rinvengono nei canoni che, in buona sostanza, governano e regolano lo svolgimento delle gare.\r\n\r\nIn questa sede, è inutile soffermarsi su una dettagliata esposizione dell’evoluzione storica delle varie discipline sportive e sul loro moltiplicarsi. Al contrario, ciò che interessa, preso atto della sua ascesa, è notare l’espansione omnidirezionale dello sport. Il  «gioco», infatti, ha interessato settori originariamente non di sua pertinenza.\r\n\r\nIn questa sua espansione incontrollata e multilivello si rinvengono le ragioni che hanno portato alla nascita della materia oggetto di questa rubrica, il Diritto Sportivo.


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