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Più di dieci striscioni sono stati calati, stamattina, 13 febbraio, davanti alle scuole di Bari. Il motivo, portare all’attenzione dell’amministrazione comunale le gravi mancanze dell’attuale welfare studentesco. Gli studenti presenteranno la mozione anche direttamente al sindaco Antonio Decaro, all’assessore Paola Romano e al delegato metropolitano all’edilizia scolastica Vito Lacoppola il 17 febbraio, durante la seconda seduta del Tavolo tecnico permanente sul diritto allo studio.

La protesta

“Zero finanziamento per il diritto allo studio? Mò avast”. Con questo slogan gli studenti baresi hanno protestato contro le precarie condizioni in cui versano i loro istituti. “Oggi abbiamo calato degli striscioni dalle scuole di Bari per lanciare la nostra campagna per il diritto allo studio nella nostra città – dichiara Davide Lavermicocca, coordinatore dell’Unione degli Studenti Bari – il messaggio è chiaro: come studenti e studentesse di questa città non possiamo più sopportare il silenzio assordante dell’amministrazione metropolitana in materia di diritto allo studio”.

“Chiediamo che l’amministrazione metropolitana assuma il diritto allo studio come prioritario nell’agenda politica – continua Lavermicocca –  lo scorso anno gli investimenti relativi all’edilizia scolastica sono stati pari a zero euro: chiediamo un’inversione di rotta. Pretendiamo finanziamenti in edilizia scolastica, il miglioramento della rete di trasporto pubblico e l’ampliamento della fascia dei beneficiari del comodato d’uso gratuito dei libri di testo”.

Edilizia scolastica, libri e trasporti

La cronaca e le testimonianze degli studenti ci restituiscono un quadro dell’edilizia scolastica cittadina alquanto preoccupante. Secondo i dati raccolti dall’Unione degli studenti, circa una scuola su cinque ha bisogno di interventi di manutenzione urgente, mentre il 70 per cento degli istituti presenta problemi strutturali più o meno gravi.

La protesta di questa mattina ha trattato altri due gravi mancanze dell’attuale welfare studentesco cittadino. In primo luogo, gli studenti contestano l’eccessiva – siamo nell’ordine delle centinaia di euro –  spesa media che una famiglia deve affrontare durante l’anno scolastico per l’acquisto dei libri. Come se non bastasse, anche la rete di trasporto pubblico è inadeguata: “Gli autobus sono quasi sempre sovraffollati – continua lo studente – molte linee arrivano costantemente in ritardo e non permettono agli studenti di arrivare in orario a scuola o tornare in tempi celeri a casa”.


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