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Slogan, insulti e sfoghi generici imbrattano i muri del’Ateneo. È sufficiente fare un giro tra piazza Cesare Battisti e via Garruba – dove si trova la facoltà di Lingue e Letterature straniere – per rendersi conto di quanto l’irrefrenabile grafomania di writers non meglio identificati abbia rovinato le facciate degli storici luoghi della formazione della città di Bari.

In alcuni casi – ad esempio sulla fiancata del dipartimento di Giurisprudenza su piazza Cesare Battisti – si sovrappongono diverse fedi politiche e i muri diventano l’arena dove la falce e il martello insegue – o è inseguita – da slogan “neri”, omofobi e razzisti. Altre tracce, invece, denotano una certa propensione alla citazione, come sullo storico portone in legno dell’ingresso di via Nicolai della facoltà di Lettere e Filosofia dove – in giallo – trionfa la scritta “Lasciate ogni speranza o voi che entrate”. La situazione non migliora sulla facciata della facoltà di Lingue, dove gli anni di manifesti stratificati e le scritte, lasciano poco spazio ai muri originali.

L’intervento del rettore

Il rettore Antonio Uricchio ha deciso di reagire. Sono state installate varie telecamere proprio per scovare i responsabili di questi genti. “Prima o poi li troveremo – spiega – ci sono occhi elettronici ovunque e riusciremo a contrastare questo fenomeno”. Sulla scritta “Lasciate ogni speranza voi che entrate”, aggiunge: “Abbiamo recitato con gli allievi del professore Pegorari il primo canto dell’Inferno dantesco da dove è presa quella scritta. La cultura vince sul vandalismo”.


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