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Casamassima come New York o Berlino. Palazzo Monacelle come il Moma o la Neue Nationalgalerie. E’ stata inaugurata venerdì 5 maggio, nella centralissima via Roma, all’interno di uno degli edifici simbolo casamassimesi, la mostra “Uomo, eterno pellegrino. Errare incerto nella contemporaneità”. L’esposizione, la cui opera vincitrice si aggiudicherà il “Premio don Sante arte contemporanea”, vede collocate a palazzo Monacelle le 16 opere finaliste del premio, realizzate da artisti italiani ma anche stranieri.

Dipinti, quadri e installazioni sono allestiti attraverso un’ampia superficie che si snoda su quattro ambienti collegati tra loro. Qui trovano posto le opere finaliste create dagli artisti Irene Gittarelli, Massimo Della Latta, Enrico Pierotti, Nilo Australi, Edoardo Abruzzese, Anxhela Danushi, Alessandro Alghisi, Francesca Candito, Maria Pierno, Xiaojing Ma, Sara Zaghetto, Marta Naturale, Francesco Finotti, Flavia Canè, Giovanni Cangemi e Benna Gaean Maris. I loro dipinti e installazioni sono stati selezionati, prima di approdare in finale, tra 160 opere candidate al premio, giunte a Casamassima da Italia, Albania, Belgio, Bielorussia, Bolivia, Brasile, Cina, Croazia, Iran, Lettonia, Polonia, Russia, Spagna, Svizzera e Uzbekistan.

Il comitato curatoriale è composto da Luna Pastore (curatrice), Giuliana Schiavone (critico d’arte), Luisa Valenzano (artista); del comitato scientifico, che si è occupato di individuare le opere finaliste, fanno invece parte Enrica Dardes (docente di storia dell’arte), Antonio Frugis (curatore fondazione Museo Pino Pascali), Roberto Lacarbonara (docente Aba Lecce e critico d’arte) e Nicola Zito (dottore di ricerca e storico dell’arte); il comitato d’onore infine, organo supervisore della mostra, è costituito da persone che hanno conosciuto don Sante Montanaro quando era in vita, condividendo con lui l’amore per l’arte: Tommaso Fiermonte (artista), Donato Pace (artista e gallerista), Tony Prayer (artista), Giuseppe Rizzi (artista), e Leonardo Verna (collaboratore di don Sante nelle mostre da lui organizzate).

“Questo appuntamento, promosso dalla fondazione Monsignor Sante Montanaro e patrocinato dal Comune di Casamassima – osserva il sindaco, Vito Cessa – rappresenta un momento importantissimo per la nostra città. Il fatto che al premio abbiano partecipato 160 artisti candidatisi  da tutto il mondo, 16 dei quali adesso sono finalisti, ci riempie di orgoglio e soddisfazione. Ho preso parte all’inaugurazione dell’evento, ho apprezzato le opere in esposizione, e invito casamassimesi e forestieri a non mancare a questo appuntamento. Ringrazio la presidente della fondazione Monsignor Sante Montanaro, Nica Ferri, i componenti dei comitati del premio, gli artisti partecipanti e tutto il personale che si sta adoperando, e continuerà a farlo sino a fine estate, affinché l’iniziativa possa realizzarsi. Questo è un momento importante per Casamassima: invito pertanto la cittadinanza, e non solo, a parteciparvi numerosa”.

“Il tema della mostra – fa presente la presidente della fondazione Monsignor Sante Montanaro, Nica Ferri – è quello del pellegrinaggio che interseca la frammentarietà della condizione odierna dell’uomo. Uomo che è alla ricerca di un luogo familiare, confortevole. E questo sia che rappresenti una condizione interiore che fisica. Abbiamo voluto declinare questa ricerca in un pellegrinaggio urbano, collocando sul territorio di Casamassima, oltre alle 16 opere finaliste del premio, anche altri 6 lavori artistici che fanno parte di un evento collaterale. A quest’ultimo appuntamento danno vita le opere di Angela Catucci, Rosa Consalvo, Antonio Giannini, Francesco Paglialunga, Freddy Sanchez Espinoza e Poorya Sarhadi. Ringrazio di cuore le tante persone che stanno lavorando con noi alla riuscita della mostra. Una mostra che vivo con grande emozione, e che siamo riusciti a realizzare seguendo la strada che don Sante aveva tracciato”.

L’esposizione resterà aperta al pubblico, fino all’11 settembre prossimo, dal lunedì al venerdì, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 18.30, e il sabato e la domenica dalle 18.30 alle 21.30. L’ingresso è libero.


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