Chissà come doveva essere Giovinazzo in quella estate del 1926. Vedo una piazza accecata dal sole che spacca le chianche, poca gente in giro, una carrozza al lato di una strada, un bar. Quel sole insegue fino al fresco di un ombrellone due amici seduti a un tavolino. Si conoscono molto bene, hanno lavorato insieme tante volte e fanno parte della stessa tribù ultra simpatica dei futuristi. Alla fine del loro incontro uno dei due si rimette in viaggio. Un viaggio lunghissimo che lo porterà in Calabria prima, e in Sicilia poi. Sul tavolino del bar intanto rimane un disegno. E’ datato: “Giovinazzo 1926” ed è siglato in un punto preciso con una “F”. Questo foglio potrebbe di per sé bastare per poter dire che si tratta di un disegno futurista e che la mano è quasi certamente quella di Fortunato Depero. Dopo aver fatto degli studi approfonditi sull’originale ed aver cercato documenti mi sono assunto la responsabilità di questa attribuzione. Ancora adesso, mentre scrivo, continuo a fare ricerca su questa singolare vicenda, nel tentativo di trovare la cosiddetta prova diabolica. Il disegno ritrovato ha il grande valore di confermare e testimoniare che una parte del sud, durante quegli anni, era culturalmente molto viva: mostre, teatri, concerti nonostante una storica condizione di arretratezza per tanti altri versi. La Puglia vive oggi un grande momento e le sue bellezze sono sotto gli occhi del mondo. Creare un’occasione di studio che porti qui critici, studiosi e appassionati sarebbe una bella operazione culturale e di promozione del territorio. Non facciamoci mancare la forza.

 

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