Bari, “l’inferno” di Sartre al teatro Kismet: dall’angelo nero Dante all’omicidio Regeni – VIDEO

Sullo sfondo un riferimento all'omicidio di Giulio Regeni (Egitto, tra gennaio e febbraio 2016) con proiezioni e l'audio di un'intervista alla madre di Giulio, dal forte impatto emotivo


Cos’è l’inferno? Una camera da letto in cui due donne e un uomo sono rinchiusi per l’eternità: “L’inferno siamo noi, ce lo portiamo dentro”. Il testo di Jean-Paul Sartre (1944) è stato riproposto in versione contemporanea sul palcoscenico del teatro Kismet di Bari con “A porte chiuse. Dentro l’anima che cuoce”.

L’angelo nero Dante non tortura i suoi ospiti. Ci pensano loro a far emergere il meglio e il peggio dei sentimenti umani – un pubblicitario morto suicida, una donna convertita all’islam, una usuraia senza scrupoli. Provano anche a convivere, prima in silenzio poi con amore infine odiandosi: “Pensiamo sempre che i problemi della vita siano legati agli altri e non a noi stessi – spiega nel video l’attore Gianluca Enria -. Abbiamo riadattato il testo riorganizzando i personaggi nella quotidianità di oggi”.

Sullo sfondo un riferimento all’omicidio di Giulio Regeni (Egitto, tra gennaio e febbraio 2016) con proiezioni e l’audio di un’intervista alla madre di Giulio, dal forte impatto emotivo. La critica alla società italiana è simboleggiata dal lancio oltre la quarta parete dei copricuscini tricolore.

Spettacolo di Andrea Adriatico ispirato a Jean-Paul Sartre, drammaturgia di Andrea Adriatico e Stefano Casi con Gianluca Enria, Teresa Ludovico, Francesca Mazza e con Leonardo Bianconi e l’amichevole partecipazione di Angela Malfitano e Leonardo Ventura. Per i Teatri di Vita.

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