Il Csm avvierà una riflessione sulla formazione degli aspiranti magistrati, sull’onda delle vicenda che ha coinvolto il consigliere di Stato Michele Bellomo, che avrebbe obbligato le allieve della sua scuola privata di formazione per giudici a presentarsi ai corsi in minigonna, tacchi a spillo e trucco marcato e preteso anche che non fossero sposate, secondo la denuncia presentata dal padre di una studentessa. Lo riporta l’Ansa. Il consigliere Aldo Morgigni (Autonomia e Indipendenza) ha annunciato che chiederà l’apertura di una pratica per “far intervenire direttamente il Csm nella formazione etica” degli aspiranti magistrati, con corsi gratuiti. Il togato di Area Piergiorgio Morosini ha sollecitato il Csm a presentare “una proposta che si faccia carico della ‘Formazione dei formatori'”. “Credo che qualche riflessione dobbiamo farla nella direzione chiesta da Morgigni” ha detto il vice presidente Giovanni Legnini, secondo cui c’è “un problema sociale di pari opportunità di accesso” a questi corsi” rilevantissimo”.
“Ai corsi in minigonna e tacchi a spillo”, bufera sul magistrato Bellomo. Chiesto l’intervento del Csm
Pubblicato da: redazione | Mer, 13 Dicembre 2017 - 16:35
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