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“Tutto vero quello che è successo, ma io ero innamorato di lei. Una cosa del genere non mi era mai successa in 25 anni di insegnamento. E’ stato un rapporto consenziente”. Così il professore Massimo De Angelis, arrestato a Roma per violenza sessuale ai danni di una sua alunna di 15 anni, si è difeso davanti al gip nel corso dell’interrogatorio di garanzia.

“Chiedo scusa a tutti, a cominciare dai genitori della ragazza. Ho tradito me stesso, gli studenti, i miei colleghi e l’istituto”, ha affermato davanti al gip il professore. Il docente ha ammesso i fatti che gli sono contestati dalla Procura di Roma, sostenendo però che il rapporto con la ragazzina fosse consenziente.

L’uomo, insegnante di italiano e latino, avrebbe utilizzato il cellulare per inviare messaggi alla ragazza. Dopo aver intercettato alcuni messaggi sul telefono della giovane, i genitori – insospettiti dallo strano comportamento a scuola (l’istituto Massimo) e nei loro confronti – sono riusciti a scoprire che da due mesi loro figlia era vittima di abusi sessuali.

Teatro della violenza un’aula dove il professore – docente delle medie che fa ripetizioni ai ragazzi delle superiori – teneva lezioni private. Si tratta di un’aula diversa da quella dove si svolge la normale attività scolastica.

A mettere fine agli abusi, gli agenti del commissariato Viminale, diretto da Giovanna Petrocca, che raccolta la denuncia di uno dei genitori hanno avviato le indagini insieme con la Procura di Roma. Su delega del sostituto procuratore Stefano Pizza, la giovane è stata ascoltata presso i locali della Procura, in audizione protetta.

 


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