“La task force regionale nel contrasto alla xylella resterà in piedi. Il suo lavoro è importante e nessuno può vietare alla Regione di finanziarla”. Lo ha detto il governatore pugliese, Michele Emiliano, a margine di un convegno organizzato dalla Regione Puglia nel campus universitario Ecotekne, a Monteroni (Lecce), sui due anni di lotta al batterio portati avanti dall’ente regionale e sulle prospettive. “Cercheremo di fare in modo che gli agricoltori danneggiati vengano risarciti, che chi ha progetti di rinnovamento – ha detto Emiliano – possa esser sostenuto dalla Regione, dall’Europa e dall’Italia e, soprattutto, che non ci siano persone che speculino sia dal punto di vista scientifico che economico su questa tragedia. Mi rendo conto che la xylella – ha rilevato – per alcuni è anche un grande progetto di business, ma su questo dico che fin quando farò il presidente della Regione Puglia il business se lo possono scordare tutti. La Regione sta sostenendo nel limite del possibile gli agricoltori. Abbiano negoziato con le banche il posticipo dei mutui, per la prima volta una fitopatia è stata paragonata ad una calamità naturale, abbiamo fatto tantissime cose innovative che in nessun paese del mondo sono state fatte di fronte ad un’emergenza simile”.

“Da quando la xylella è stata scoperta fino al marzo 2016, quando la Regione Puglia ne ha preso la responsabilità, c’è stata una gestione del Governo nazionale che non è stata efficace. Si è cominciato a fare sul serio quando la Regione Puglia con l’Arif ha dato vita al più importante sistema di monitoraggio del batterio che sia stato mai realizzato in Europa”. E ancora: “Abbattere gli ulivi – ha aggiunto – è un dolore immenso, ma al momento non ci sono strategie diverse e in più dobbiamo rispettare la legge. Il problema ulteriore con cui abbiamo a che fare – ha aggiunto – riguarda le ordinanze di abbattimento, che sono come le licenze a costruire, dei comuni atti amministrativi che possono essere impugnati dai proprietari facendoci però perdere molto tempo. È un loro diritto, ma per una lotta ad un batterio che crea un’epidemia non può essere legata ai tempi della giustizia. Ed è per questo che abbiamo più volte chiesto ai vari Governi un decreto di urgenza per poter abbattere immediatamente dopo l’individuazione del batterio attraverso il monitoraggio”.

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