Fermo pesca da questa mattina e per i prossimi 42 giorni sull’Adriatico e rischio di ritrovarsi sulle tavole pesce non italiano o congelato. A denunciarlo è la Coldiretti Interpesca Puglia che ricorda come dalla giornata di oggi vige il blocco delle attività di pesca nei tratti di costa da San Benedetto a Termoli e tra Manfredonia e Bari fino al 23 settembre.

Il fermo biologico segue quello già scattato il 30 luglio scorso da Trieste ad Ancona che rimarrà in vigore fino al 9 settembre. “Il blocco delle attività della flotta da pesca italiana – spiega l’organizzazione – in tutto l’Adriatico, per cui chiediamo da tempo una radicale modifica, ha determinato in Puglia un crollo della produzione, la perdita di oltre 1/3 delle imprese e di 18.000 posti di lavoro, con un contestuale aumento delle importazioni dal 27% al 33%”.

Le parole sono del presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, per il quale il fermo biologico non risponde più da tempo alle esigenze della sostenibilità delle principali specie target della pesca nazionale e alimenta la concorrenza straniera sleale estera.

Con il fermo pesca aumenta il rischio – secondo l’organizzazione – di ritrovarsi nel piatto per grigliate e fritture prodotto straniero o congelato. Il settore soffre la concorrenza sleale del prodotto importato dall’estero e spacciato come italiano, soprattutto nella ristorazione, grazie all’assenza dell’obbligo di etichettatura dell’origine.

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