E’ stato siglato un protocollo d’intesa fra il Municipio II e l’associazione “Alzheimer Bari onlus” per offrire maggior sostegno alle persone affette da questa patologia e alle loro famiglie attraverso la realizzazione del progetto “Rione Dementia Friendly”, che interesserà in una prima fase i quartieri Picone e Poggiofranco.

Si tratta di una sperimentazione che si avvale della collaborazione dell’ordine dei Medici, l’ordine dei Farmacisti, l’ordine degli Psicologi, forze dell’ordine, scuole, parrocchie e degli esercizi commerciali che vorranno aderire all’iniziativa. L’associazione, infatti, da oltre vent’anni promuove su tutto il territorio azioni finalizzate ad elevare il livello di consapevolezza dei cittadini sulle problematiche e le conseguenze derivanti dalla demenza, offrendo al contempo supporto e comprensione alle persone che ne sono affette e a coloro che se ne prendono cura quotidianamente.

“Il protocollo – ha dichiarato il presidente del municipio Andrea Dammacco – consentirà ad una intera comunità di sentirsi parte attiva e di collaborare per dare un sostegno concreto ai pazienti affetti dalla malattia di Alzheimer e alle loro famiglie. Intendiamo promuovere ogni iniziativa utile alla migliore conoscenza dei problemi sociali legati a questa patologia. Sono orgoglioso che il Municipio II sia il primo in Italia a sperimentare il progetto Rione Dementia Friendly e ringrazio di cuore l’associazione Alzheimer Bari per questa opportunità che viene data alla nostra comunità e per l’attività svolta quotidianamente da tutti gli operatori dell’associazione. Quello odierno è solo il primo passo verso la programmazione di una serie di interventi che porteremo avanti insieme nei prossimi mesi”.

“Sono particolarmente contento e onorato – ha commentato il prof. Pietro Schino, presidente di Alzheimer Bari – di poter vedere realizzato in una importante città del Sud come Bari, e in particolare nel Municipio II, un progetto di sensibilizzazione sociale che veda interessati tanti pazienti affetti dall’Alzheimer e i loro familiari. Queste persone, quasi sempre, infatti, si vedono esclusi dalla normale quotidianità, cosa che non fa che aggravare ulteriormente le precarie condizioni psicofisiche dei pazienti. Per questo ringrazio il presidente Dammacco per aver voluto avviare questo percorso, certo che insieme potremo raggiungere straordinari obiettivi”.

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