Francesco Corallo ha 56 anni, lavora come impiegato in ospedale dal 2007 ma  “ho fatto tante cose nella mia vita”. A raccontarcele è lui stesso in questa prima intervista di Borderline24 ai candidati sindaco per le prossime elezioni del 26 maggio.

Ci racconti un po’ di lei

“Ho 56 anni, sono single, lavoro in ospedale (ufficio informazioni) dal 2007 e prima ne ho fatte tante di cose: la mia forza se vogliamo è stare per strada, in trincea. Non avendo grosse possibilità economiche devo trovare altri sistemi. Uso lo scooter e grazie a questo per il piccolo che posso fare mi adopero e mi impegno con tutto me stesso. Partire dal basso so io cosa significa: andare nelle bettole, nei sottoscala dove la gente non ha la forza e le competenze per chiedere aiuto. La politica è una gran bella cosa però se ne parla male, perché c’è chi la distorce per scopi partitici, mentre la politica se la si prende per quello che deve essere è una cosa bellissima. Ho tanti circoletti dove la gente mi ha messo persino l’insegna con la foto. Sono orgoglioso di  girare per le strade  a testa alta”.

Torniamo a lei. Ha parlato di tante esperienze di vita

“Ho fatto tante esperienze di rappresentanza, ho vinto tanti concorsi quando ero giovane, ma poi non li ho portati avanti. Quando si è giovani si fanno tanti errori. Ma non rimpiango nulla”.

A chi ha detto la prima volta che voleva candidarsi?

“Io inizialmente non avevo proprio intenzione di candidarmi a sindaco. Avevo scarse possibilità non solo economiche. Poi ho trovato due persone che mi hanno aiutato e che poi stranamente mi hanno abbandonato. A quel punto ho deciso di fare tutto da solo. Presentare una lista da soli, senza nessun aiuto è già una vittoria”.

Cosa pensano amici e famigliari della sua scelta?

“Tutti quelli che mi conoscono sanno che se faccio qualcosa è perché ci credo e cerco di farla bene e nel bene di tutti. So che dentro di loro sono contenti di queste scelte”.

Qual è il punto del suo programma a cui tiene di più?

“Aprire uno sportello degli anziani e disabili, un punto di riferimento a cui rivolgersi per qualsiasi tipo di informazione, non solo di natura “comunale”. Gli anziani, i disabili quando ricevono delle lettere molte volte non sanno proprio come fare. Altro punto per me importante è il commercio. Bari è una città che merita molto di più. Bisogna rivitalizzare le piccole attività dei quartieri: quando gira il commercio gira tutto. Soprattutto nelle periferie quelle luci accese fungono da sicurezza. Con tutte queste chiusure ci stiamo imbruttendo in tutti i sensi, in tutta la città”.

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