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La “permanenza” del relitto della Norman Atlantic nel porto di Bari alla «banchina 12 ha provocato un calo del 38% del traffico crocieristico, con un notevole riverbero negativo per l’economia del territorio. Da quando abbiamo spostato la motonave, e ancora non è trascorso un anno, si evidenzia già una netta ripresa, il molo è tornato nella sua piena operatività. È giusto che il danno arrecato sia riconosciuto al porto e alla città».

Così il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, spiega i danni per i quali si chiede un risarcimento nel procedimento penale sul naufragio del traghetto, avvenuto la notte tra il 27 e il 28 dicembre 2014 al largo delle coste albanesi, dopo un incendio scoppiato a bordo, causando 31 morti e 64 passeggeri feriti. Il relitto, infatti, sequestrato dalla Procura di Bari subito dopo il naufragio, è ormeggiato nel porto del capoluogo pugliese dal febbraio 2015.

Nell’udienza preliminare in corso l’Autorità portuale, rappresentata dall’avvocato Nicola Favia, è parte civile insieme ad altri 60 soggetti, tra naufraghi, familiari delle vittime, società e le associazioni Confconsumatori e Codacons.


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