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È stato isolato a Parma, in una bambina di sei anni, il primo virus influenzale. Si tratta di un virus di ceppo B, uno dei quattro che circoleranno nella prossima stagione. La notizia potrebbe far ipotizzare un anticipo dell’epidemia, ma tutto dipenderà dalle condizioni meteorologiche, perché l’innesco del contagio è favorito dal freddo persistente. Ma questo «anomalo» isolamento manda un messaggio chiaro: è bene vaccinarsi il prima possibile contro l’influenza. I programmi vaccinali partono dalla metà di ottobre.

Sei milioni di casi previsti nella stagione influenzale in arrivo, con un’incidenza leggermente inferiore rispetto agli scorsi anni, ma con virus influenzali più insidiosi. Un’influenza 2019-2020 “sottotono” nel numero di malati attesi, insomma, ma più insidiosa per la circolazione di virus a maggior rischio di complicanze. E’ la previsione del virologo Fabrizio Pregliasco, annunciata oggi a Milano durante l’incontro annuale promosso da Assosalute. L’esperto, ricercatore del Dipartimento di Scienze biomediche per la salute dell’università Statale di Milano, spiega che “la stagione influenzale in arrivo non sembra essere pesantissima, con un numero di casi leggermente sotto la media. Ci aspettiamo di avere circa sei milioni di influenzati, con un’incidenza lievemente inferiore rispetto agli scorsi anni”.

Attenzione, però, perché a questi sei milioni che saranno colpiti da vera influenza, “vanno poi aggiunti altri otto milioni che contrarranno virus simil-influenzali”, spiega l’esperto. Influenza “doc” e virus cugini metteranno quindi a letto 14 milioni di connazionali. Meno pazienti, ma più gravi? “Si sono diffuse due nuove varianti dei virus H3N2 e H1N1 – sottolinea Pregliasco, anche direttore sanitario dell’Irccs ortopedico Galeazzi di Milano – le quali, oltre ad avere una maggior capacità diffusiva, sono responsabili di forme influenzali che, soprattutto l’H1N1 nei bambini piccoli e l’H3N2 nei soggetti anziani e fragili, possono provocare maggiori severità e un più alto rischio di complicanze”. Oltre a questi virus, “saranno presenti anche il B/Colorado e l’A/Kansas che sono varianti già conosciute dalle precedenti stagioni”.


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