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Oltre 250 euro in più all’anno di spesa per le famiglie baresi per l’aumento dell’inflazione. E’ questo il “costo” dell’aumento dei prezzi che continua a registrarsi nel capoluogo pugliese, stando ai dati Istat.

La città più cara, in termini di rincari, è Bolzano che, con un’inflazione dell’1%, ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia di 3 persone, a 347 euro (301 per la famiglia media). Al secondo posto Genova, dove il rialzo dei prezzi dell’1% determina un aggravio annuo di spesa, per la famiglia di 3 componenti, pari a 316 euro (243 per la famiglia tipo), terza Bari, dove l’inflazione a +1%, comporta una spesa supplementare pari a 258 euro (208 per la famiglia media).

Fortunatamente c’è stata una revisione al ribasso dei dati Istat sull’inflazione di settembre, che scende a +0,3%, da +0,4%. E’ un’«ottima notizia» per l’Unione nazionale consumatori. «Si abbassa ancor di più l’inflazione rispetto alla stima preliminare. Per una coppia con due figli, significa avere una maggior spesa annua di soli 40 euro. Per la coppia con un figlio, il rialzo è di appena 38 euro, 30 euro per la famiglia tipo», afferma il presidente dell’Unc, Massimiliano Dona. Nelle città più convenienti c’è, invece, addirittura la deflazione. A Bologna, l’abbassamento dei prezzi dello 0,4% genera un risparmio annuo di 148 euro per tre persone (114 per la famiglia tipo), secondo lo studio dell’associazione. Al secondo posto c’è Ravenna (-0,4%, pari a -146 euro) e al terzo Ancona, -0,5%, con un ribasso del costo della vita pari a 139 euro (112 euro per la famiglia media).


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