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Entro la fine dell’anno la Regione Puglia pubblicherà il bando per il maxi concorso per assumere circa 1.500 infermieri ma è già scoppiata la guerra tra i precari che lavorano negli ospedali pugliesi e chi, invece, precario non è ma lavora in altre regioni e vorrebbe tornare a casa dopo tanti anni. Il nodo è nella ripartizione dei posti, ogni categoria rivendica una fetta maggiore.

Gli infermieri che chiedono di rientrare in Puglia, circa mille, hanno inviato una lettera al presidente Michele Emiliano minacciando una manifestazione di protesta: “Da ormai qualche settimana – scrivono – circola la richiesta da parte degli infermieri precari pugliesi e da parte di qualche sindacalista, di modificare i termini della legge Madia e addirittura modificare le percentuali previste per la mobilità del concorsone. Tutto questo è assolutamente inaccettabile e il gruppo di infermieri fuorisede già vincitori di concorso pubblico, interessati alla mobilità non starà di certo a guardare. Proclama quindi un importante stato di agitazione qualora si dovesse procedere ancora con stabilizzazioni così tanto bramate. Centinaia di infermieri sperano di tornare nella loro terra natìa. Sono figli , genitori che con estrema difficoltà e sacrificio lavorano nelle varie Asl soprattutto del nord Italia. Sarebbe ingiusto negare loro possibilità di rientrare nella loro cara amata Puglia. In accordo con il Presidente Emiliano , riteniamo necessaria e indispensabile procedere con nuove forme di
reclutamento ed eliminare definitivamente il precariato. Ci sono dei decreti legislativi che devono essere rispettati e non si può pretendere che la Regione Puglia agisca a prescindere da questi. La legge Madia prevede dei termini e dei criteri ben chiari sull’argomento stabilizzazione”.

Gli infermieri fuorisede, quindi, chiedono di procedere al più presto con il concorsone già da tempo annunciato mantenendo le percentuali già dichiarate durante l’ultimo incontro. Proponiamo di utilizzare le graduatorie sia del concorso che della mobilità fino ad esaurimento. Questo per permettere ad una più vasta platea di infermieri di partecipare e per garantire una adeguata assistenza anche negli anni a venire, senza dover ricorrere ancora a contratti a tempo determinato e a eterni rinnovi.

La chiosa: “Pronti a dichiarare uno stato d’agitazione ed a farci sentire in ogni sede competente e responsabile nel rispetto di tutte quelle leggi che regolamentano le assunzioni in Sanità, chiediamo agli organi sopra citati di garantirci rispetto professionale e legislativo”.


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