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Liste di attesa, non è cambiato nulla. Da febbraio scorso, quando è stata approvata la nuova legge regionale, pur essendoci stati dei leggeri progressi, le liste sono ancora lunghe in Puglia. E’ quanto emerge dalla rilevazione effettuata dalla Regione stessa a luglio scorso, in particolare resta alta la differenza tra i tempi negli ospedali pubblici e quelli garantiti pagando di tasca propria.

Qualche esempio: per una prima visita cardiologica un ammalato può dover attendere oltre tre mesi, a pagamento (regime Alpi) in nove giorni; per una mammografia l’attesa va dai due mesi ai 205 giorni, recandosi dal medico in privato nove giorni; per una risonanza all’addome 184 giorni; per una colonscopia 161 giorni (15 a pagamento); 85 giorni per un elettrocardiogramma (7 giorni in regime di Alpi); più di due mesi di attesa per un holter, in appena tre giorni pagando di tasca propria.

Dove ci sono dei piccoli passi in avanti è nelle visite ed esami identificati con “priorità breve”, cioè quelli più urgenti e, quindi, non differibili: la legge prevede che dovrebbero essere svolti entro sette giorni dalla richiesta, in Puglia si va ancora molto oltre (anche 74 giorni per una risonanza all’addome oppure 47 giorni per un holter), però rispetto ad aprile i tempi si sono ridotti.  Insomma, nonostante ormai la nuova legge per l’abbattimento delle liste di attesa sia entrata in vigore da sei mesi, non ci sono progressi evidenti.


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