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La Puglia è ufficialmente “promossa”. A meno di 48 ore dalle aperture di molte attività, il ministero della Salute e l’Istituto superiore della Sanità hanno pubblicato le “pagelle” delle Regioni relative al periodo 4-10 maggio e non ci sono sorprese: la Puglia rispetta 20 dei 21 indicatori che servono a valutare la situazione epidemiologica e la capacità di risposta in caso di focolai di coronavirus.

Sono tre le regioni italiane che, invece, destano preoccupazioni: Lombardia, Umbria e il vicino Molise. Stando alla breve relazione di ministero e Iss, in Puglia – allo stato attuale – l’incidenza, che valuta quanti contagi ci sono stati su 100mila abitanti in sette giorni, è “intermedia bassa”; il valore Rt è sotto l’1, per la precisione è pari 0.75, quindi sotto controllo; il trend settimanale dei casi Covid è in calo e la valutazione relativa all’aumento di trasmissione e all’attuale impatto del Covid-19 sui servizi assistenziali è considerata “bassa” (livello 2) anche se “in evoluzione”. Per farla breve, la Puglia può riaprire con una certa tranquillità, sempre però continuano a seguire le regole di sicurezza, dal distanziamento sociale all’uso delle mascherine. “Le misure di lock-down in Italia – si legge nel report settimanale – hanno effettivamente permesso un controllo dell’infezione da Covid-19 sul territorio nazionale, pur in un contesto di persistente trasmissione diffusa del virus con incidenza molto diversa nelle 21 Regioni e province autonome. Rimangono segnali di trasmissione – è scritto ancora – con focolai nuovi segnalati che descrivono una situazione epidemiologicamente fluida in molte regioni italiane. Questo richiede il rispetto rigoroso delle misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico”. E inoltre, “è necessario un rapido rafforzamento dei servizi territoriali per la prevenzione e la risposta a Covid-19 per fronteggiare eventuali recrudescenze epidemiche durante la fase di transizione”. In 18 Regioni, tra cui la Puglia, si rileva una “bassa probabilità di aumento di trasmissione ed un basso impatto sui servizi assistenziali”. Fra queste, ci sono 10 Regioni, tra di loro la Puglia, “con un’incidenza settimanale bassa e intermedia-bassa, in cui il lock-down ha impedito il diffondersi dell’infezione; 8 ad incidenza alta e intermedia-alta, con una situazione complessa ma controllata”. In 6 Regioni si segnala “una situazione epidemiologica in evoluzione (c’è anche la Puglia, ndr) e fluida per la presenza di focolai di trasmissione da monitorare con attenzione”. L’unico parametro che vede la Puglia in difficoltà è quello relativo al numero e alla tipologia di figure professionali dedicate al contact-tracing. Il monitoraggio – fatto di 21 indicatori – sarà ripetuto ogni settimana dal ministero della Salute per decidere come procedere con le riaperture e nel caso di scoppio di nuovo focolai non gestibili per avviare mini chiusure, lockdown chirurgici che potrebbero riguardare strutture, Comuni o aziende. Infine, ieri il bollettino quotidiano regionale ha registrato due decessi e solo 8 nuovi casi positivi su 1.924 tamponi eseguiti in Puglia (venerdì i positivi erano stati 10 su 2110 tamponi). Dei nuovi contagiati, due sono nella provincia di Bari, quattro nella provincia di Brindisi, uno nella provincia di Foggia, 1 nella provincia di Lecce. I due decessi sono avvenuti uno in provincia di Bari e uno in provincia di Lecce. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 89.611 test. Sono 1.807 i pazienti guariti (+83 rispetto a ieri) e 2.104 i casi attualmente positivi (-77). In tutto le vittime sono 463, il totale dei casi positivi Covid dall’inizio dell’emergenza è di 4.374.

 


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