Cabtutela.it
revolution-academy.it

Arriva anche a Bari il servizio di “sharing” a libero flusso per monopattini e segway a trazione elettrica. Abbandonato il progetto del bike sharing, ora il Comune punta sulla nuova mobilità elettrica.

L’avviso pubblico resterà aperto sino al raggiungimento della soglia del limite massimo di 1.500 dispositivi elettrici complessivi sul territorio comunale. I soggetti interessati (massimo cinque) potranno presentare proposte che prevedono una flotta composta da un minimo di 150 dispositivi fino 500, che dovranno essere messi in esercizio entro 45 giorni dall’accettazione della manifestazione di interesse da parte dell’amministrazione comunale. Tale numero potrà essere incrementato su richiesta dell’amministrazione ove pervenga un maggior numero di richieste da parte degli operatori interessati ovvero all’esito del monitoraggio dei report data delle attività di sharing già autorizzate.

Le manifestazioni di interesse pervenute saranno valutate da una commissione, appositamente costituita, che verificherà i requisiti al fine dell’ammissibilità della manifestazione stessa autorizzando ogni operatore, nei limiti sopra indicati, in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande, fino al raggiungimento del valore massimo di 1.500 dispositivi complessivamente assegnabili.

La flotta dei dispositivi per la micromobilità elettrica deve essere composta da mezzi completamente elettrici. Sono autorizzabili flotte anche disomogenee di dispositivi composte esclusivamente dalle seguenti tipologie: segway e monopattino di cui al D.M. 229/2019 del 04/06/2019.

“L’emergenza sanitaria che ha investito il mondo negli ultimi mesi ci ha costretto a ripensare modalità e tempi delle nostre vite, non solo in relazione agli aspetti strettamente connessi con la nostra salute, ma anche nella gestione di pratiche e azioni quotidiane che oggi sono fortemente condizionate dalle nuove regole indicate per salvaguardare la nostra vita – spiega il sindaco Antonio Decaro -. Insieme alle dinamiche individuali occorre ripensare anche quegli aspetti della vita di ogni giorno che riguardano azioni collettive che in qualche modo possono influenzare l’assetto e l’organizzazione di una città. Per questo, nei mesi di lockdown, insieme agli uffici comunali, abbiamo lavorato a un nuovo piano di mobilità e gestione dello spazio pubblico che incoraggi e favorisca stili di vita per lo più all’aria aperta e garantisca il distanziamento sociale. L’emergenza quindi ci ha messo nelle condizioni di accelerare il futuro introducendo a Bari sistemi di mobilità collettivi, come lo sharing, declinati però in chiave individuale e sostenibile. Introduciamo quindi un sistema di sharing elettrico attraverso l’utilizzo di monopattini e segway e realizziamo infrastrutture ciclabili che mettano tutti nelle condizioni di spostarsi in bicicletta”.

I dispositivi.  I dispositivi devono essere elettrici e omologati e risultare idonei alla circolazione su strada nel rispetto del Codice della Strada. Il sistema di bloccaggio/sbloccaggio dei dispositivi elettrici deve essere attivabile da remoto tramite applicazione per smartphone e concepito in maniera tale che i dispositivi possano essere parcheggiati senza essere legati a un supporto. Il sistema di gestione dei mezzi in sharing deve essere completamente automatizzato per l’utente, che deve poter visualizzare dispositivi disponibili, prenotarli, sbloccarli a inizio utilizzo e bloccarli al termine, pagare, segnalare guasti, malfunzionamenti o comportamentiscorretti da parte di altri utenti, il tutto tramite un’apposita applicazione per smartphone oltre a garantire l’informazione all’utenza in merito alle aree e percorsi nei quali è consentita la circolazione dei mezzi e in merito all’ubicazione delle aree nelle quali è consentita la sosta dei dispositivi; l’impossibilità di apertura e chiusura del noleggio e, conseguentemente, di effettuare la sosta dei dispositivi nelle aree interdette.

Il sistema di pagamento elettronico deve essere sicuro e identificabile. Il numero di dispositivi elettrici effettivamente disponibili all’utenza non dovrà mai essere inferiore al 90% della flotta dichiarata in sede di manifestazione di interesse, nonché autorizzata dall’amministrazione e il servizio dovrà essere disponibile sul territorio secondo lo schema a flusso libero, con distribuzione libera sul territorio dei veicoli ed utilizzo secondo la modalità “one way” (ovvero la possibilità di rilasciare il dispositivo elettrico in un punto diverso da quello di prelievo).

La manifestazione di interesse dovrà chiaramente individuare l’estensione dell’area o delle aree nelle quali sarà operativo il servizio di sharing e dovrà prevedere una tariffazione unica all’interno delle stesse. L’utente dovrà poter utilizzare il mezzo senza alcun limite temporale e di percorrenza e dovrà essere comunque garantita la possibilità di contattare un operatore tutti i giorni lavorativi per un intervallo orario non inferiore a 8 ore. I veicoli devono essere riconoscibili mediante il logo della società esercente il servizio e almeno un logo fornito dal Comune di Bari.

Gli operatori di servizi in sharing dovranno attivare obbligatoriamente un’adeguata azione di informazione nei confronti degli utilizzatori circa le regole di utilizzo, fra le quali quelle relative alla sicurezza stradale, al rispetto dei pedoni e degli altri utenti della strada,alla velocità e alle modalità consentite di sosta. I gestori del servizio, con cadenza annuale e secondo criteri concordati con l’amministrazione, devono effettuare un’indagine di customer satisfaction il cui risultato deve essere comunicato secondo le modalità definite dall’amministrazione. Gli operatori di servizi di mobilità in sharing dovranno garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria dei mezzi ed acconsentire a controlli periodici a campione da parte del Comune di Bari anche tramite soggetti terzi e secondo le modalità dallo stesso definite. In relazione all’esito di tali controlli e previa comunicazione scritta del Comune, i gestori del servizio devono versare un contributo annuo minimo di 3 euro per ogni dispositivo autorizzato, in considerazione delle attività connesse da espletarsi a cura dell’amministrazione.

La sosta dei mezzi in sharing deve rispettare le norme del codice della strada nonché dei regolamenti di attuazione, delle ordinanze viabili e quanto indicato nella deliberazione della giunta comunale e sarà consentita solo nelle aree destinate a parcheggio di cicli/motocicli. L’amministrazione, al fine di favorire l’utilizzo e la diffusione dei sistemi di micromobilità elettrica, si riserva eventualmente di individuare apposite aree da destinare in via esclusiva alla sosta dei dispositivi di micro mobilità elettrica sul suolo pubblico, anche al di fuori della carreggiata stradale, delimitate fisicamente o attraverso sistemi di georeferenziazione. I gestori autorizzati al servizio introdurranno agevolazioni per gli utilizzatori che, in fase di presa e consegna dei dispositivi, utilizzino tali aree, ove costituite.


© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24 Il giornale - Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

ConfagricolturaBari
CattolicaBari

LASCIA UN COMMENTO:

Scrivi il tuo commento
Il tuo nome qui