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Era l’ultimo superstite dell’esplosione del porto di Bari il 9 aprile 1945. Oggi Bari Vecchia e l’intera città piange la scomparsa di Giovanni Genchi. Appena ventenne Genchi lavorava al porto con il padre e suo fratello  quando verso mezzogiorno ci fu una tremenda esplosione nel porto di Bari.

Giovanni e suo padre rimasero feriti, mentre il fratello perse la vita. “Giovanni – ricorda Michele Fanelli, del circolo Acli Dalfino –  stremato dalla fatica cadde in mare. Fu  raccolto e messo su di un carro carico di cadaveri e  fu portato a Bitonto dove si accorsero che era ancora vivo. Quel giorno persero la vita 350 persone e ci furono 1700 feriti. Quell’esperienza ha segnato in maniera indelebile tutta la sua vita. Non gli fu assegnata alcuna onorificenza, solo nel 2019 gli fu assegnato il “Nicolino d’oro”.

“Era un uomo di sani principi  e grande lavoratore  – continua Fanelli – è  stato uno degli storici portatori dei misteri. Legato alla sua Bari Vecchia e  alle sue tradizioni, oggi l’intero centro storico lo piange”.

(foto wikipedia)


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