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Anche a Bari si celebra, quest’oggi, la Giornata internazionale dedicata alla donna: una data troppo spesso identificata con l’idea di una festività da onorare, ma che si rende quanto mai necessaria come momento utile ad accendere un riflettore sugli episodi di violenza di genere che purtroppo ancora dominano le cronache locali e nazionali. Recentissimi sono, ad esempio, gli ultimi episodi di aggressioni ai danni di donne da parte dei loro compagni, resi noti dai carabinieri di Bari e avvenuti, negli scorsi giorni, a Triggiano, Noicattaro e Valenzano.

Episodi che rappresentano solo la punta dell’iceberg di un fenomeno ancora largamente diffuso e in gran parte sommerso e che, con l’avvento della pandemia da Covid19 sembra addirittura essere peggiorato. A testimoniarlo sono i dati raccolti negli ultimi mesi dall’associazione Giraffa Onlus – Gruppo Indagine Resistenza Alla Follia Femminile – e relativi alle numerose richieste di aiuto giunte alle linee telefoniche della stessa Onlus che, anche in lockdown, sono sempre attive e, anzi, caldissime.

“I centri antiviolenza della regione, come tutti quelli attivi anche a livello nazionale, si sono mobilitati, in pandemia, per una capillare attività di comunicazione con lo scopo di rendere noto alle donne vittime di violenza che è sempre possibile ricevere supporto, principalmente a livello telefonico – è il racconto di Maria Pia Vigilante, presidente dell’associazione Giraffa Onlus, che prosegue – nonostante il lockdown, le richieste di aiuto che giungono ai nostri centralini sono aumentate del 14%”.

Nella maggior parte dei casi, infatti, si tratta di aggressioni, violenza, vessazioni che avvengono tra le mura domestiche, proprio per mano di compagni, mariti o fidanzati maltrattanti. A destare una nuova preoccupazione, secondo le parole della stessa Maria Pia Vigilante, è anche l’aumento dell’età media delle donne che sono vittime di violenza: “Prima non ci capitava spesso di essere contattati da donne oltre i 60 anni, mentre oggi accade molto di più che le telefonate o le richieste di aiuto arrivino anche dalla fascia d’età compresa tra i 65 e i 70 anni e addirittura da donne più grandi – spiega ancora la presidente di Giraffa Onlus, che precisa – in questo caso, spesso, alla presenza di un compagno maltrattante si affianca o si sostituisce anche quella dei figli, adulti e violenti: si tratta, spesso, di persone provate dal punto di vista psicologico da inoccupazione o da particolari dipendenze, come droga o alcol”.

In questi ultimi casi, si affaccia insistente il fenomeno della cosiddetta “violenza economica”: aggressioni, cioè, finalizzate o conseguenti alle continue richieste di denaro nei confronti, spesso, di anziane mamme o genitori. Coerentemente con le restrizioni alla mobilità a cui la pandemia ha costretto la popolazione, anche a Bari, nei mesi di lockdown, non si è registrato un aumento dei reati di stalking nei confronti delle donne, mentre sempre più incalzante si fa il dato relativo alle violenze, anche psicologiche, che si consumano dentro le mura domestiche come veri e propri maltrattamenti in famiglia.

“Ecco perché è bene che tutte le donne sappiano che, anche in questi mesi, possono contare sull’aiuto e sul supporto dei centri antiviolenza e sulle associazioni che, come Giraffa Onlus, si occupano di tutelare i diritti delle donne”, conclude Maria Pia Vigilante.


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