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Con l’aumento dei casi in isolamento non mancano i disagi relativi al ritiro dell’immondizia da parte dell’Amiu. E’ il caso di un cittadino barese che, con un post pubblicato sulla bacheca del Sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha voluto raccontare la propria esperienza. “Caro Sindaco, sono stato purtroppo contagiato e sono in quarantena ed isolamento fiduciario con tutta la famiglia – scrive – abbiamo chiamato l’Amiu per chiedere di ritirare l’immondizia e ci hanno risposto che non sanno quando potranno venire, quindi dobbiamo tenercela a casa”.

A far arrabbiare il cittadino, in particolare, oltre alla mancata possibilità di usufruire del servizio, dovendo accumulare (fino a quando necessario) i rifiuti in casa, la risposta data dall’azienda che avrebbe commentato “Per fortuna non fa troppo caldo”.  Immediata però la risposta del presidente dell’Amiu, Sabino Persichella, il quale rispondendo ad una nostra domanda ha sottolineato che il servizio prosegue con pochi disagi.

“Da quanto mi risulta – commenta Persichella – non ci sono difficoltà nel servizio. Talvolta il problema è nella mancata conoscenza dei processi di registrazione da parte dell’utenza. Alcuni pensano che la chiamata al numero verde sia sufficiente ad attivare il servizio, ignorando che, viceversa, bisogna registrarsi al portale del comune di Bari” – ha sottolineato spiegando come funziona nei casi di isolamento.

“Quando i cittadini si registrano, viene verificata la “Positività” sulla base degli elenchi trasmessi dal Dipartimento di Prevenzione della Asl. I soggetti vengono dunque contattati da Amiu e, concordato il primo appuntamento, vengono fornite, in quell’occasione, sia le buste per il conferimento dei rifiuti, sia le direttive in merito ai giorni di ritiro, che sono, nello specifico, due a settimana. Fermo restando che 2/3 casi su 1000 è un dato statisticamente poco rappresentativo, ad oggi abbiamo garantito il servizio a circa 1000 famiglie”, ha concluso Persichella.

I cittadini però non sono d’accordo, in base alla loro esperienza. Quello del post pubblicato sul profilo social del sindaco non sarebbe infatti un caso isolato. Sarebbero in molti i cittadini che, con l’aumentare dei casi, starebbero riscontrando gli stessi disagi. Il problema, fanno sapere alcuni, sembra essersi aggravato nel corso della terza ondata in cui, con l’aumento dei contagi (dunque delle persone in isolamento), sarebbero aumentate anche le richieste di fruizione del servizio.

“Se un membro della famiglia asintomatico dovesse scendere di sera a buttare l’immondizia, immagino che lo stato sarà solerte e inflessibile nell’accusa di violazione dell’isolamento fiduciario. – ha commentato ancora il cittadino –  Un’azienda quando offre servizi ai suoi clienti li progetta e li sviluppa in base all’utente, alla facilità d’uso di chi li deve fruire. Poi li testa, sempre dal punto di vista dell’utente e infine li rende disponibili al pubblico. Lo Stato fa il contrario: prima fa i proclami, magari per un interesse politico, e dichiara la disponibilità di servizi che non esistono, poi li comincia a rendere disponibili ma invece di pensarli per l’utente li pensa guardando ai suoi problemi organizzativi che scarica sull’utente finale –  ha sottolineato facendo l’esempio delle prenotazioni dei vaccini per gli over 80 “Impossibilitati a muoversi”.


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