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Disposti gli arresti domiciliari per il 31enne Ismail Mahmed, pregiudicato in carcere da sabato scorso con l’accusa di sequestro di persona, porto abusivo di un coltello, maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale nei confronti della compagna convivente incinta, una studentessa universitaria 21enne della provincia di Bari. A deciderlo, nelle scorse ore, il gip del Tribunale di Bari, Angelo Salerno.

Durante l’interrogatorio, l’indagato, assistito dall’avvocato Loredana Liso, ha spiegato che la porta era chiusa con il lucchetto dall’esternoa causa della serratura rotta. Inoltre, l’uomo, ha raccontato che aveva coperto le finestre con pannelli adesivi per ripararsi dal freddo perché avevano i vetri rotti. Nel corso dell’interrogatorio Mahmed, ha ammesso che la compagna “non era d’accordo ad essere chiusa dentro, ma non poteva lasciare la porta aperta con il rischio che entrasse qualcuno”, spiegando che quindi lo faceva “per proteggerla”.

Il giudice, ha ritenuto questa “spiegazione non plausibile”, evidenziando che la presenza stessa di un lucchetto all’esterno della porta di ingresso, che impediva quindi di aprirla dall’interno, “costituisce un pregante elemento di riscontro delle dichiarazioni” della ragazza “tanto e soprattutto in relazione al delitto di sequestro di persona, quanto con riferimento ai maltrattamenti denunciati, dal momento che la condotta non può che ritenersi vessatoria e mortificante, sì da dover ritenere le denunciate condotte violente e offensive”.


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